Israele, a Londra e Parigi pressing sugli ambasciatori

ROMA Europa compatta contro la decisione con cui Israele ha congelato il trasferimento delle tasse dovute ai palestinesi (460 milioni di dollari) e ha dato il via libera alla costruzione di 3.000 case di coloni, soprattutto a Gerusalemme est e in Cisgiordania. Francia e Gran Bretagna hanno convocato per protesta gli ambasciatori israeliani a Parigi e a Londra. Secondo il quotidiano Haaretz le nuove mosse del premier Benjamin Netanyahu potrebbe spingere i due Paesi a passi senza precedenti: Non più solo una condanna, ma una reazione diretta contro Israele. Allo studio c'è l'ipotesi di richiamare, per la prima volta, i rispettivi ambasciatori da Tel Aviv. Inoltre, la Gran Bretagna potrebbe sospendere gli accordi commerciali con Israele invocando violazioni dei diritti umani. Non sono allo studio sanzioni, però: Israele va convinta, ma non con questi mezzi, ha detto il presidente francese Francois Hollande nel corso di una conferenza stampa congiunta con Mario Monti. Anche la Svezia e la Danimarca si sono unite alla protesta convocando l'ambasciatore israeliano a Stoccolma. Il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Garcia-Margallo, ha ricordato che il congelamento delle tasse per i palestinesi e l'ampliamento delle colonie sono precisamente le due cose che l'Unione europea gli aveva chiesto di non fare. Decisa, ma anche attenta a non pregiudicare il prossimo incontro a Berlino tra Angela Merkel e Benjamin Netanyahu, è la posizione della Germania. Il governo tedesco - ha detto il portavoce Steffen Seibert - è molto preoccupato. L'ambasciatore tedesco in Israele, per il momento, non dovrà rientrare in patria, ha assicurato Seibert, ma lo Stato ebraico, sta minando la fiducia internazionale nella sua volontà di negoziare e lo spazio geografico per un futuro Stato palestinese, che è la base per una soluzione a due Stati, sta sparendo. Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, si è attestato sulla linea ufficiale dell'Ue, espressa dall'Alto rappresentante della Politica estera, Catherine Ashton, ovvero l'appello a Israele perché fermi l'avanzamento delle colonie. Infine, si fa sentire la Russia, che ha invitato Israele a tornare sui suoi passi per non vanificare gli sforzi fatti per far ripartire i negoziati .