Vendola: «C'è la svolta a sinistra»

ROMA Il voto su Bersani limpido e chiaro ha dato un segno marcatamente di sinistra sulla conclusione delle primarie e non cambia la scena: la Carta di intenti archivia l'ipotesi di un Monti bis e della sua agenda, anzi ne celebra il funerale. Non dà margini di fraintendimento Nichi Vendola all'indomani del risultato delle primarie del centrosinistra che ha incoronato Pier Luigi Bersani candidato premier del centrosinistra. Risultato per il quale Sel si è speso e battuto con grande generosità. Vendola esprime grande soddisfazione per il risultato centrato e fissa così i paletti del suo partito. Al termine di una riunione della direzione convocata a mente fredda per esaminare la geografia del voto del processo democratico delle primarie Vendola in una conferenza stampa sottolinea che la domanda di cambiamento è andata molto oltre il tema, pur giusto, del ricambio generazionale. Insomma quello di ieri è stato un voto limpido, chiaro e luminoso. Ed ora siamo all'inizio di una nuova partita. Nella quale Bersani avrà il compito di raccogliere le tanti voci di un'Italia che ha bisogno di uscire dall'invisibilità. Il cambiamento ci vuole ma non quello superficiale. L'Italia della fragilità sociale, economica e ambientale chiede al centrosinistra una grande speranza: non possiamo essere solo una buona coalizione - sottolinea Vendola - ma essere capaci di mettere in campo un nuovo racconto civile dell'Italia che oggi è un Paese depresso. E da qui ricominciare. E con chiarezza il leader di Sel sottolinea di non essere ostaggio di Bersani ma che è anzi fermo sulla sua opposizione alle scelte del governo sulla Tav e sul decreto per l'Ilva. Tanto per essere chiari. E qualora non bastasse Vendola ricorda la raccolta delle firme per restaurare, in tutta la sua integra bellezza, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. L'alleanza non va considerata una resa, ma non intendiamo nemmeno ribadire le nostre differenze con un petulante litigio sul programma. Quanto alle future, possibili alleanze con l'Udc di Casini i giornalisti incalzano il leader di Sel: Ma se Casini ha notevoli problemi di collocazione nel polo centrista..., è la risposta. La domanda sull'alleanza con Casini - dice - è un'ossessione di palazzo. È sovradimensionata rispetto alla realtà. Il polo progressista vincerà le elezioni se sapremo giocare bene la partita. L'alleanza dunque non è un recinto stretto ma allargato, questa alleanza prenderà vento. Secondo i sondaggi possiamo superare il 40%.