La rabbia delle Regioni «Vogliamo vedere Monti»

ROMA La legge di stabilità entra nel mirino di Regioni e Comuni perché metterebbe a serio rischio i servizi fondamentali sul territorio. La richiesta di un cambiamento è stata avanzata ieri - con una contestualità non voluta, quanto imposta dal timing parlamentare della legge di stabilità - dalla Conferenza delle Regioni e dal direttivo dell'Anci, che hanno messo sotto accusa, dai rispettivi punti di vista, un provvedimento che meriterebbe a loro giudizio di essere sensibilmente modificato. La rabbia dei governatori si traduce a fine giornata con una richiesta di incontro con il premier Mario Monti. I sindaci invece, attraverso Graziano Delrio, hanno reso noto che nel caso in cui il Senato non dovesse approvare gli emendamenti proposti dall'Anci, si dimetterebbero nel momento stesso in cui il provvedimento fosse approvato ufficialmente. Giornata calda anche per le Province, il cui decreto di riordino ieri è stato ancora sotto la lente della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Regioni. La continuità e la sostenibilità dei servizi essenziali ai cittadini è alla base di una richiesta di incontro che la Conferenza delle Regioni ha inviato a Monti. Il mancato accoglimento della richiesta, avvertono i governatori, «non potrà che comportare la responsabilità diretta dello Stato centrale per garantire l'erogazione di servizi essenziali come la sanità e il trasporto pubblico locale». Per la sanità le Regioni chiedono in sostanza il ritorno a un finanziamento del Fsn 2013 pari almeno a quello del 2012, giudicando inaccettabile il taglio di 1 miliardo per il prossimo anno. Una decurtazione che va a sommarsi a una riduzione di circa 32 miliardi di euro nel triennio 2012-2014, pregiudicando il Patto per la salute 2013-2015. Sul trasporto pubblico locale, le Regioni propongono invece un meccanismo di fiscalizzazione basato sull'Irpef, secondo l'accordo del 21 dicembre 2011, «su cui il governo è inadempiente». Comuni. Il presidente dell'Anci, Graziano Delrio ha detto che se nulla dovesse cambiare nella legge di stabilità «i sindaci italiani si dimetteranno automaticamente non appena il provvedimento verrà approvato». Delrio ha spiegato di aver avuto incontri utili con i gruppi parlamentari e di aver diffuso gli emendamenti preparati dall'Anci, relativi ai temi da sempre cari ai Comuni: Imu, patto di stabilità e spending review. La legge di stabilità, ha aggiunto, può essere cambiata, «come del resto è stato fatto per l'Irpef e per l'Iva». Il presidente dell'Anci ha poi proposto al governo di trovare le risorse necessarie (1,5 mld per la spending review e 1 mld per il patto di stabilità verticale) tassando maggiormente il gioco d'azzardo e razionalizzando altre spese, come quelle militari.