POLITICA»VERSO LE ELEZIONI

di Gabriele Rizzardi wROMA Un governo politico per la «ricostruzione» a guida Monti. E' questo lo scenario per il dopo voto che Luca Cordero di Montezemolo illustra alla convention dei promotori del Manifesto "Verso la Terza Repubblica» che si è tenuta ieri negli studios De Paolis. Il leader di Italia Futura, che si trasforma da movimento in partito, non scioglie la riserva sul suo futuro in politica («Non mi candido ma darò il mio contributo») e definisce le prossime elezioni politiche le «più importanti dal 1948». Il patron della Ferrari punta tutte le sue carte sul Professore della Bocconi e ai 6 mila esponenti della società civile, cattolici e non, che affollano i capannoni dove una volta si giravano i film spiega perché: «Monti può fare il lavoro di ricostruzione, in Italia e in Europa, meglio di chiunque altro. Ammetterlo non è un segno di debolezza ma un'assunzione di responsabilità», segue un lungo applauso. La risposta del Professore, che ieri era a Milano nella "sua" Bocconi, arriva poco dopo. Il premier, che ancora deve completare il suo lavoro a palazzo Chigi, sa benissimo che un suo sì ora alla proposta di Montezemolo farebbe saltare la fragile maggioranza che lo sostiene in Parlamento e, per questa ragione, non offre ufficialmente una sponda al leader di Italia Futura. «Nessuno mi domanda impegni oggi, e oggi non do nessun impegno» spiega Monti, che usa comunque parole di apprezzamento per il contributo che i movimenti della società civile sono pronti a offrire. «Vedo con favore le iniziative di chi, nella società civile, si sta attivando in questi giorni per riavvicinare i cittadini alla politica» dice il premier che, al di là delle formule ufficiali, comincia a guardare con interesse nuovo alla prospettiva di un proseguimento dell'esperienza di governo, non più da tecnico. Il segnale che i fan del Professore si aspettavano, insomma, sarebbe arrivato. Il contenitore politico che ieri ha preso corpo negli studio De Paolis, del resto, appare costruito su misura. E Montezemolo lo dice chiaramente. Ad ascoltarlo, in prima fila ci sono i promotori dell'iniziativa, a cominciare dal fondatore della Comunità di Sant'Egidio e ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi, che siede accanto al presidente delle Acli, Andrea Olivero e al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni e al presidente della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai. Mancano invece i big della politica, che hanno inviato alcuni "osservatori" tra i quali Roberto Della Vedova e Flavia Perina (Fli) e Antonello Giacomelli (Pd area Franceschini). In sala si vede anche l'ex Ppi Castagnetti mentre Pier Luigi Bersani, che ieri era a Bari, invita i fan del Professore a non esagerare: «Monti in questo momento svolge una funzione molto delicata. Consiglierei di non tirarlo per la giacca». E Montezemolo porta avanti con garbo il pressing sul premier. «Non chiediamo al presidente del consiglio di prendere oggi la leadership di questo movimento politico. Ciò pregiudicherebbe il suo lavoro, e davvero non ce lo possiamo permettere. Quello che ci proponiamo di fare è dare fondamento democratico ed elettorale al percorso iniziato dal suo governo perché possa proseguire, rafforzato, nella prossima legislatura» spiega Montezemolo, che punta alla nascita di una maggioranza politica per il Monti Bis. Un'ipotesi alla quale guardano con sempre maggiore interesse anche Fini e Casini, che per adesso non possono fare fronte comune con Montezemolo, che ieri ha chiuso la porta: «Ci alleeremo con chiunque condivida i nostri programmi...». Ma ieri i riflettori si sono accesi anche sull'intervento di Riccardi che, dal palco, assicura che il governo Monti non è buono solo per far fronte all'emergenza ma ha anche un futuro. «Dovevamo essere una parentesi come governo, in realtà, mi pare siamo stati solo l'inizio. La ricostruzione è già iniziata...» assicura il ministro. «Monti? E' una risorsa per il futuro» aggiuge Olivero. ©RIPRODUZIONE RISERVATA