I dati Usa risollevano i listini

di Andrea Di Stefano wMILANO L'economia Usa sorprende positivamente rilanciando i mercati finanziari e offuscando i timori sullo stato di salute del sistema a livello globale. Il Pil americano è tornato a crescere, a sorpresa, in modo più consistente delle previsioni. Secondo la stima preliminare del dipartimento del Commercio, il Prodotto interno lordo degli Stati Uniti è aumentato del 2% nel terzo trimestre dell'anno, sorprendendo gli analisti che si aspettavano un rialzo dell'1,8%. Il dato è in netto rialzo dalla revisione finale del Pil del secondo trimestre, che aveva fatto segnare un +1,3%. A trainare l'economia Usa le vendite di prodotti e servizi, cresciuti del 2,1%, dal +1,7% dei tre mesi precedenti, mentre la spesa governativa è schizzata del 3,7%, l'aumento maggiore da metà 2009, trainata dal settore della difesa. Gli investimenti nel settore immobiliare sono saliti del 14,4%, confermando la ripresa anche grazie agli effetti positivi del quantitative easing 3, l'acquisto di titoli da parte della Fed, che proprio per sostenere la ripresa del mattone è stato interamente destinato ai mutui. L'export è calato dell'1,6% e l'import netto si è contratto dello 0,2% dando quindi l'impressione che la ripresa Usa abbia gambe più solide del previsto. Tanto è bastato a far recuperare le piazze finanziarie europee: la migliore è stata Bruxelles (+0,72%), seguita da Parigi (+0,69%), Francoforte (+0,44%), Milano (+0,36%) e Londra (+0,03%). Wall Street, che aveva aperto in rialzo di quasi un punto percentuale sulla spinta dei dati economici, ha poi frenato e viaggiava debole a metà seduta per i timori relativi alla frenata degli utili delle imprese quotate. Ora gli occhi sono puntati sul dato dell'occupazione Usa previsto per venerdì, a soli quattro giorni dal voto per la Casa Bianca. Dal punto di vista degli spread le tensioni sulla Spagna hanno penalizzato i differenziati nonostante il buon andamento dell'asta del Tesoro italiano che ha collocato tutti i 3 miliardi di euro di Ctz con scadenza 2014, registrando tassi in calo al 2,397% dal 2,532% dell'ultima asta di settembre. Il differenziale tra i Btp e il Bund ha chiuso a 336 punti (contro i 328 della chiusura di giovedì), mentre i Bonos iberici si sono attestati a 416 punti. Sul fronte della crisi greca, ieri è arrivata la conferma che i 17 ministri delle Finanze dell'Eurogruppo terranno una teleconferenza il prossimo 31 ottobre, per discutere della situazione in Grecia e secondo le indiscrezioni circolate a Bruxelles approvare l'intesa di massima raggiunta dalla Trojka con il governo di Atene. ©RIPRODUZIONE RISERVATA