Società scavalcate per la nomina del nuovo Crer

REGGIO Tempo di elezioni anche per il mondo del calcio dilettantistico: da qui a 40 giorni si dovrà rinnovare il comitato regionale della Figc. Il presidente Maurizio Minetti, dopo due mandati e 10 anni di presidenza, sarà costretto ad abdicare e per la successione, almeno fino a pochi giorni fa, sembravano essere in due: il vicepresidente Claudio Bissi e il vicepresidente vicario Paolo Braiati. Quest'ultimo è stato indicato da Minetti come il naturale successore e pare ora il candidato unico, visto che Bissi avrebbe fatto retromarcia. Non ho indicato tanto Paolo _ specifica Minetti _ quanto il gruppo che ha lavorato con me in questi anni: Bissi è stato il primo a candidarsi ma lo ha fatto di nascosto, senza avvertire nessuno, quando gli altri consiglieri lo hanno scoperto ci sono rimasti male. Ora stanno tutti con Braiati _ prosegue _ e visto che si tratta di un comitato capace e sano, come dimostrano tutti i soldi che siamo riusciti a devolvere ai terremotati con l'avanzo di bilancio, ho deciso di schierarmi in favore del suo gruppo. Non è detto che Braiati segua la mia strada _ conclude Minetti _ e non ho considerato la candidatura di Bissi come una polemica verso la mia gestione. Chiaro che l'elezione dipenderà anche dalle società, in fondo potrebbero esserci altri candidati.... Le elezioni non riguardano solo il presidente, verranno eletti anche i consiglieri, i delegati assembleari (ovvero i presidenti dei comitati provinciali) e i revisori dei conti. La riunione in cui cambierà tutto è prevista per lunedì 26 novembre a Bologna: è però in atto una revisione dello statuto della Figc che potrebbe spingere a posticiparla di qualche giorni, per motivi di carattere puramente burocratico. Nel frattempo si stanno tenendo le assemblee nelle varie città. A Reggio è prevista per il 30 ottobre. In attesa di questo appuntamento le società sono state invitate a schierarsi, chi a favore di Braiati, chi in appoggio a Bissi. Una spaccatura che si è creata per far fronte a un golpe che tendeva a scavalcare il volere delle società che si sarebbe già trovati la lista dei consiglieri con tanti di erede del presidente Minetti. Ora i giochi sono più aperti. Fabio Varini