«Crescita del 4% in 10 anni con le riforme»

Grecia e Spagna continuano a tenere in apprensione i mercati finanziari nonostante le smentite di Bruxelles sulle nuove indiscrezioni sul buco di Atene e i commenti estremamente lusinghieri per l'Italia arrivati dall'Ocse . Ieri lo spread tra il Btp e il Bund tedesco ha chiuso la prima seduta di una settimana importante per le aste del Tesoro vicino ai 350 punti base (349). Indubbiamente l'incertezza sulla richiesta dello scudo anti-Spread da parte di Madrid pesa negativamente sui mercati finanziari. Intanto la Trojka ha abbandonato Atene dove tornerà il primo ottobre per un round decisivo. Le Borse hanno chiuso tutte in rosso (Milano -0,78%), complici le stime di rallentamento dell'economia mondiale rilanciate dall'Fmi: il Fondo «continua a prevedere una graduale ripresa, ma l'economia globale è ancora colma di incertezza - ha detto il direttore generale del Fmi Christine Lagarde - ed è probabile che la crescita globale sia un po' più debole di quanto anticipato a luglio». L'unico dato positivo ieri è arrivato dall'Ocse: «Le riforme strutturali avviate dal governo Monti consentiranno all'Italia un aumento del Pil del 4% nei prossimi 10 anni sulla base delle sole riforme annunciate finora», ha detto il segretario Angel Gurria a cui ha risposto lo stesso premier sottolineando che grazie all'azione del governo «l'Italia è fuori dalla lista di paesi fonte di problemi per l'area Euro» e che «il 2013 sarà un anno in cui si riprenderà a crescere».