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I TEMPI DELLA CRISI Addio caro vecchio bollino nero nHo fatto un paio di favori a un parente e a un amico sabato 4 agosto e domenica 5 agosto portandoli da Reggio all' aeroporto di Bologna. Il traffico era lontanamente paragonabile a quando nello stesso periodo decenni orsono l'autostrada diventava un inferno impercorribile. Altro che bollini rossi come allora o neri attuali, la crisi morde ed è palpabile, dalle ferie agli acquisti. A proposito di vacanza qualche "genio italico", trovava brillante l' idea innovativa di ridurle e lavorare di più. La trovata infelice che ricorda l' economia pianificata sovietica, aumenterebbe, secondo studi econometrici recenti, non dell'uno per cento il Pil ma solo dello 0,3 al giorno, perché è semplice capire che la crisi è un problema di domanda. Due fotografie tipiche delle recessioni testimoniano la situazione; i concessionari pieni di auto nuove invendute e le grandi aziende costrette a cassa integrazione o contratti di solidarietà. Penso alla beffa di questa "trovata" di esperti politici, cioè produrre più automobili ingolfando in maniera maggiore i rivenditori e problemi nelle grandi aziende che hanno troppi addetti, per non parlare delle ripercussioni negative sul settore turistico, fondamentale nel nostro sistema produttivo. E la nostra cultura e tradizione ci dice che il riposo è un momento cruciale per ricaricare energie ed idee, per vivere e gustare la nostra vita di relazioni. Pure le multinazionali attuano la regola d' oro delle politiche di gestione del personale costringendo le persone a prendersi le ferie per evitare stress da superlavoro e problemi psicologici. Questi ultimi, auguriamoci, non abbiano a salire in quei tanti, che hanno dovuto "forzatamente" rinunciare agli "agognati" giorni di villeggiatura. Paolo Pagliani Novellara LE MAG SCRIVONO Una situazione non sostenibile nA seguito dell'intervento dell'On. Marchi e dell' On. Vannucci la commissione bilancio della Camera, il 19 luglio 2012 ha dato parere positivo sullo schema di modifica al testo unico bancario suggerendo però che "si valuti l'opportunità di prevedere un comma aggiuntivo all'articolo 112 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia che preveda che i soggetti che operano nella finanza mutualistica e solidale siano iscritti in una sezione separata dell'elenco di cui all'articolo 111, comma 1, del medesimo testo unico e possano svolgere la propria operatività, in considerazione del valore sociale, nel rispetto delle modalità operative determinate dalla Banca d'Italia». Da alcuni decenni le Mag (Mutue di Autogestione) si occupano di Finanza mutualistica e solidale con l'obiettivo di creare modelli economici basati sulla cooperazione, l'autogestione e l'associazionismo di base come alternativa al sistema economico tradizionale. Le Mag che hanno come attività principale quella di Finanza Mutualistica e Solidale, sono attualmente quattro (Mag2 Finance Milano, Mag4 Piemonte Torino, Mag6 Reggio Emilia, Mag Venezia) - altre tre (Firenze, Reggio Calabria, Roma) sono in fase di formazione. Queste svolgono da più di trent'anni un ruolo sociale importante per le collettività di riferimento; non solo per le migliaia di soci compartecipi e di finanziamenti effettuati, ma anche sotto il profilo della formazione, della cultura e dell'assistenza tecnica all'avvio ed allo sviluppo di enti non profit (Cooperative, Mutue, Associazioni, Onlus, Fondazioni di Servizi Sociali). Il testo attualmente in discussione alle Camere, relativo all'attuazione della direttiva sul credito al consumo e della delega di cui all'art. 33 della legge 88/09 in materia di intermediari finanziari prevede una riforma che porterebbe "di fatto" a cancellare uno strumento di finanza realmente autogestita dai soci finanziati e finanziatori. La Finanza Mutualistica e Solidale ad oggi non trova infatti riconoscimento nel testo in discussione e rischia di essere equiparata alle altre comuni finanziarie. Sarà, quindi praticamente impossibile agire come fanno le Mag e raccogliere denaro "dal basso", ipotizzando un uso diverso dello stesso e dei rapporti su di esso basati. La Finanza mutualistica e solidale, infatti con criteri stringenti e inequivocabili: pone attenzione alla provenienza del denaro; ha modalità partecipate di gestione del denaro; richiede una finalità sociale del finanziamento a prescindere dall'importo. Il Microcredito, come disciplinato dal testo in discussione, non pone attenzione alla provenienza del denaro; non ha modalità partecipate di gestione del denaro; non richiede una finalità sociale del finanziamento. Tale normativa, oltre a non vedere accolto il riconoscimento della Finanza Mutualistica e Solidale, peraltro precedentemente recepito dalla Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione e dalla Commissione Finanze della Camera nel luglio 2010, continua a non recepire le nostre proposte già rivolte alla Banca d'Italia e al Ministero delle Finanze, interpretando in maniera molto restrittiva i criteri di proporzionalità, con riguardo alla complessità operativa, dimensionale ed organizzativa degli intermediari. Le Mag e le reti ad esse collegate chiedono quindi di poter continuare ad operare proponendo di inserire un adeguato riconoscimento della finanza mutualistica e solidale nel nuovo testo unico bancario e nei regolamenti attuativi. Cooperativa MAG6 Reggio Cooperativa MAG2 Milano Cooperativa MAG4 Torino Cooperativa MAG Venezia Cooperativa MAG Roma Associazione Verso MAG Firenze