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Papa, Bertone all’attacco «Non si fa intimidire»

di Paolo Sacredo wROMA Dopo le lettere fatte uscire dal Vaticano dai “corvi”, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone ostenta sicurezza e richiama la Curia alla «coesione». Bertone parla di attacchi «mirati, organizzati, feroci», ma sottolinea che «il Papa non si fa intimidire». Ed ancora: «Ciò che è più triste è la violazione della privacy del Santo Padre e dei suoi più stretti collaboratori». Già nelle prossime ore, probabilmente oggi, partiranno gli interrogatori nei confronti di Paolo Gabriele, l’ex maggiordomo del Papa arrestato in Vaticano e accusato di aver trafugato dall’appartamento papale importanti documenti. La difesa ha dato il suo via libera e ora la parola passa al giudice Piero Antonio Bonnet. «Ci sarà piena collaborazione» ribadisce uno degli avvocati difensori, Carlo Fusco, che sta per presentare un’istanza di carcerazione domiciliare, ma questo non vuol dire che Gabriele possa ammettere responsabilità nella vicenda del Corvo. L’ex maggiordomo infatti gode di stima tra laici e religiosi, tantoché domenica alcuni suoi amici si sono riuniti a piazza San Pietro per testimoniargli «vicinanza e affetto». La moglie non parla, chiusa nella sua casa in Italia, e anche se ammette che è stato «un duro colpo» si dice disposta a stare «fino all’ultimo» vicina al marito. Gli avvocati, comunque, sperano sempre in un gesto di clemenza del Papa. Fatto sta che i documenti riservati sono continuati a uscire dal Vaticano anche dopo l’arresto di Gabriele. Domenica Repubblica ne ha pubblicati tre, ma la più importante è una lettera del prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il cardinale Burke, che si lamenta con Bertone per non esser stato messo al corrente dell’approvazione della liturgia del movimento dei Neocatecumenali. Questa missiva dimostra come Bertone goda di un’ampia autonomia all’interno della Curia romana, cosa che ha suscitato molte gelosie. Anche il direttore della Sala stampa vaticana Padre Lombardi è convinto che usciranno altri documenti. L’obiettivo potrebbe essere fiaccare Bertone per convincerlo a dimettersi a dicembre quando compirà 78 anni. Il Papa guarda tutto ciò con animo «angosciato» e afferma che «se qualche volta si può pensare che la barca di Pietro realmente sia in balia degli avversari difficili, tuttavia è anche vero che vediamo come il Signore è presente, è vivo, è risorto veramente, e ha in mano il governo del mondo e il cuore degli uomini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA