Male Borse e spread sul rischio Madrid

di Andrea Di Stefano wMILANO Il buio sulla Spagna manda nuovamente in tilt le piazze finanziarie e fa impennare gli spread. Sui listini europei hanno pesato anche le smentite del Governo cinese a un piano di incentivi per l'economia così come l'asta sui BTp italiani, che ha registrato domanda inferiore all'offerta e rendimenti in salita. Il mercato è in attesa di vedere come l'Europa sarà in grado di affrontare e risolvere il nodo della Grecia, sempre più a rischio di un'uscita dall'euro, e soprattutto la drammatica crisi delle banche iberiche. Ieri le Borse europee hanno bruciato quasi 100 miliardi di euro di capitalizzazione con Madrid che ha archiviato la giornata come maglia nera (-2,58%) ai minimi degli ultimi 9 anni, seguita da Parigi (-2,24%), Francoforte (-1,8%), Milano (-1,79%), Amsterdam (-1,56%), Lisbona (-1,08%) e Zurigo (-0,20%). Ad appesantire la seduta sicuramente i dati negativi che hanno depresso anche Wall Street che ha aperto in flessione e ha proseguito in calo sfiorando i due punti percentuali. Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono calate del 5,5%: la flessione maggiore da un anno e peggiore delle attese degli analisti. Il clima di crescente preoccupazione ha trovato un importante e pericoloso riscontro sulle materie prime: il petrolio a New York ieri sera registrava una flessione del 3,3% a 87,77 dollari al barile, uno dei livelli minimi degli ultimi sette mesi. Continua anche l'indebolimento dell'euro, sceso sotto la quota di 1,24 a 1,2391 per la prima volta negli ultimi due anni, contro una chiusura di martedì a 1,2498. In un anno la moneta europea ha perso il 20% e secondo gli analisti potrebbe avvicinarsi alla parità entro le prossime elezioni presidenziali americane di novembre. Senza freni la corsa dello spread, soprattutto per i Bonos iberici che hanno toccato un nuovo massimo a 530 punti, con il rendimento in rialzo al 6,61%, seguito a ruota dal differenziale BTp-Bund che ha toccato i punti 480, il livello più alto dal 17 gennaio, per chiudere poi a 465,12. Decisamente male i rendimenti dell'asta di ieri mattina sui titoli del Tesoro: l'Italia ha venduto BTp a 5 e 10 anni per complessivi 5,74 miliardi, meno del target massimo di 6,25 miliardi. Sul nuovo quinquennale, il tasso medio è salito al 5,66% dal 4,86% di aprile mentre sul titolo a 10 anni il tasso è salito al 6,03% dal 5,84% precedente. Quasi contemporaneamente Berlino ha collocato titoli tedeschi a due anni allo 0,002%, il rendimento minimo storico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA