Dopo la rapina arrestati gli spacciatori

di Miriam Figliuolo wCASTELNOVO MONTI Una rete di spacciatori, che rifornivano soprattutto la piazza della città di Reggio, ma che nello stesso tempo riforniva locali pubblici frequentati da giovani dell'Appennino, smantellata dai carabinieri e tutto grazie alle indagini partite dalla rapina al titolare del night club "Pippis" di Vezzano, il 14 gennaio scorso. In pochi mesi sono finite in carcere, per lo stesso reato, ovvero detenzione di droga ai fini di spaccio, almeno dieci persone; sei da gennaio ad aprile e quattro pochi giorni fa. Salvatore Spagnolo, 39 anni, nato a Cutro (Crotone), Luigi Spagnolo, 42 anni, di Scandale (Crotone), Errico Domenico Lopez, 33 anni, sempre di Crotone, Daniel Oziegbe Okojie, di origine nigeriano: questi i nomi degli ultimi arrestati. All'alba di mercoledì a eseguire nei loro confronti le ordinanze di misura cautelare in carcere disposte dal gip sono stati i carabinieri delle compagnie di Castelnovo Monti, Guastalla e Reggio. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Valentina Salvi. Per una quinta persona, il 35enne brasiliano poi divenuta cittadina italiana, Letizia Echamendi, è stata disposta un'ordinanza di misura cautelare con solo obbligo di firma. Recuperati anche, in questi oltre quattro mesi di indagine, più di 300 grammi di cocaina, per un valore di oltre 15mila euro. Undici persone, tra le quali due tunisini, poi sono state denunciate per lo stesso reato di spaccio, ma con un profilo di minore gravità. Le indagini naturalmente non sono chiuse e potrebbero portare ad altri arresti e denunce. In merito alla rapina al titolare del "Pippis", due dei malviventi furono arrestati il 30 marzo scorso: si tratta di Domenico Spagnolo, 33 anni di Crotone e cugino dei due Spagnolo finiti poi in manette per spaccio, e Alfio Cunsolo, 30enne di Catania. Gli investigatori sono sulle tracce del terzo complice, quello che la sera del 14 gennaio scorso spintonò Alberto Montanari e si mise alla guida dell'auto dell'imprenditore mentre uno degli altri due rapinatori lo minacciava con una pistola. Dietro questa rapina, che fruttò ben 35mila euro (i soldi destinati al pagamento dei dipendenti di Montanari), in poco tempo gli inquirenti sentirono l'odore di mafia. L'ipotesi è che dietro alla rapina si nasconda un'intimidazione di matrice mafiosa con l'obiettivo di mettere le mani sull'attività lucrosa del locale. Un'ipotesi inquietante e sulla quale ieri il comandante della compagnia di Castelnovo Monti, Mario Amoroso, non ha potuto dire nulla di più, come anche degli elementi di collegamento tra i rapinatori e gli spacciatori, a sottolineare la delicatezza delle indagini in questo momento. Di certo ci sono la parentela e le origni tra gli Spagnolo arrestati per droga (per uno ci sono anche precedenti per rapina) e quello, Domenico, per la rapina. «Sono figure legate dagli stessi interessi», ha potuto solo aggiungere Amoroso. Nessun legame precedente la rapina con Montanari né elementi che facciano emergere lo spaccio all'interno del Pippis. L'elemento di maggior interesse investigativo resta dunque la, o le figure, dei possibili mandanti di una rapina a scopo intimidatorio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA