Il governo: aiuti per il Sud e i giovani

di Vindice Lecis wROMA Una boccata d'ossigeno per il Sud, la parte più debole del Paese, con un piano sociale da 2,3 miliardi e una spesa di 220 milioni per i giovani. Il pacchetto presentato da Monti prevede la riprogrammazione dei fondi comunitari per il Mezzogiorno predisposto in particolare dal ministro Barca. Le priorità riguardano una maggiore cura per l'infanzia e gli anziani, nuove opportunità per i giovani, maggiori investimenti a vantaggio delle imprese e della cultura. Il pezzo forte del piano sono gli 845 milioni destinati a obiettivi di inclusione sociale: cura dell'infanzia (400) e degli anziani non auto–sufficienti (330), integrazione della politica dell'istruzione contro la dispersione scolastica e progetti promossi da giovani del privato sociale. Queste decisioni sono oggetto di ironia da parte dell'ex ministro Tremonti: «Sono sempre gli stessi soldi, non un euro in più come i carrarmati di Mussolini che giravano sempre». Mentre D'Alema apprezza le misure per il Sud e per combattere la povertà. Al termine del Consiglio dei ministri che ha varato altri provvedimenti (e deciso alcune nomine come quella del prefetto De Gennaro sottosegretario ai servizi segreti), il presidente del Consiglio ha difeso la politica del governo: «Siamo convinti che il rigore porta sacrificio e abbiamo voluto coniugarlo con l'equità e l'attenzione per chi rimane indietro» ha sottolineato il premier, aggiungendo che «il rigore non è certo finito, ma vogliamo dare il senso di una respirazione sociale e civile». Le politiche del suo esecutivo non sono «un cedimento a logiche politiche decise da altri in altri luoghi, ma un invito a condividere uno scatto di orgoglio dell'Italia, degli italiani per un futuro migliore». La fragilità «cresce quando le risorse mancano» ma per l'Italia «è molto importante conservare e acquisire capacità di autonoma decisione» perchè «l'ultima cosa che augurerei» è essere sottoposti a programmi di Bce, Ue e Fmi. E'successo a tre stati membri dell'Europa che «hanno dovuto cedere pezzi della propria sovranità nazionale». Ha difeso inoltre due dei passaggi forti della sua azione di governo: la riforma del mercato del lavoro, che ha giudicato «tra le più avanzate d'Europa» e la lotta all'evasione con un impegno «di proporzioni non riscontrate nel passato» . Tra i provvedimenti c'è anche lo stanziamento di 50 milioni per la nuova social-card come misura, ha spiegato il ministro Fornero, «di contrasto alla povertà». Il consiglio dei ministri ha anche approvato lo schema di ddl sulle farmacie inserendo alcune modifiche al precedente decreto Cresci Italia. E' anche spuntata una mini tassa sulle bibite zuccherate di tre centesimi che dovrebbe portare nelle casse dello Stato ogni anno 250 milioni di euro. L'ipotesi allo studio del governo, annunciata dal ministro della Salute Balduzzi servirebbe «a mettere in campo alcuni interventi mirati in campo sanitario» e investire risorse per «rafforzare campagne di prevenzione» per spingere gli italiani ad adottare stili di vita più sani. La proposta è stata subito bocciata dai produttori, come la Coca Cola e dagli stessi consumatori. Per il Codacons si tratta di una tassa «ipocrita» perchè «con la scusa della corretta alimentazione il governo vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA