Monti-Marchionne faccia a faccia sui piani della Fiat

di Paolo Carletti wROMA «Con Monti un incontro perfetto». E' stato questo il commento dell'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne al termine di due ore di colloquio con il premier. Marchionne e il presidente del Lingotto, John Elkann, hanno sorpreso tutti presentandosi a Palazzo Chigi a bordo di una nuova Fiat Panda, rossa con tettuccio nero. Al volante lo stesso Marchionne, al suo fianco Elkann. Una delle ultime «creature» della casa torinese mostrata a Monti, che si è seduto al posto di guida. L'incontro si era reso necessario dopo le continue indiscrezioni su un ulteriore disimpegno da parte di Fiat nei confronti della produzione italiana, con particolari riferimenti a possibili chiusure di Pomigliano e Mirafiori. Di questo si è parlato e Monti – che non ha voluto rilasciare dichiarazioni – è apparso abbastanza soddisfatto, così come i vertici della Fiat. Del resto che non ci sarebbero state sorprese negative era già stato anticipato dal ministro Fornero, intervenuta in Senato, che aveva spiegato di aver ricevuto «rassicurazioni» sul mantenimento degli impegni e dell'attuale piano di investimenti di Fiat. Specificando che comunque «non spetta al Governo dire alle imprese cosa devono o non devono fare». Ma sul tavolo c'erano anche altri argomenti. Ieri infatti gli stabilimenti Fiat sono rimasti chiusi a causa dello sciopero delle bisarche (ferme ormai da un mese) oltre che per la cassa integrazione. I «padroncini» sono fermi per protesta per le speculazioni nel settore che hanno penalizzato gli autotrasportatori: «Un tracollo del settore – dicono all'Associazione bisarche – che porterà a breve alla perdita di 1.200 posti di lavoro». Il fermo sta mettendo in crisi non solo Fiat, ma anche le altre cause automobilistiche, fino ai concessionari. Nell'incontro Marchionne avrebbe auspicato un intervento del Governo. Il Lingotto lamenta un calo delle vendite in Europa a febbraio del 16,5%, la quota di mercato in Europa del gruppo è scesa nel mese al 7,2% rispetto al 7,8% del gennaio 2011. Secondo Marchionne lo sciopero delle bisarche ha causato perdite di produzione e quindi di vendita di 20mila unità. L'unico dato che può consolare Fiat è quello della Panda, tra i 10 modelli più venduti in Europa lo scorso mese. La questione centrale resta comunque il piano industriale della Fiat. Susanna Camusso, segretario della Cgil, chiede maggiore impegno: «La Fiat investa in Italia, faccia modelli per essere concorrenziale sul mercato europeo, e non consideri l'Italia la ruota di scorta delle produzioni degli altri Paesi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA