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Governo, il Pdl apre al “patto” di Casini


 ROMA. L’Udc non entrerà nel governo nè nella maggioranza, ma se Berlusconi porterà in Parlamento iniziative serie i centristi le appoggeranno. Pier Ferdinando Casini lancia al premier e al Paese l’offerta di un «patto per la pacificazione», ma conferma la collocazione all’opposizione del Terzo polo. E replica a Massimo D’Alema che lo aveva sollecitato a scegliere l’alleanza con il Pd. «E’ il Pd a dover scegliere tra Vendola, Di Pietro e noi, una coalizione da Casini a Vendola sarebbe incapace di governare e quindi sarebbe un enorme regalo a Berlusconi».
 Il leader Udc, appena rientrato dalla vacanze, sceglie un’intervista per respingere la serrata corte del Cavaliere che da settimane lo invita a rientrare nei ranghi del centrodestra. Un’intervista che esce nel giorno in cui Italia Futura, la fondazione di Luca di Montezemolo, lancia un durissimo attacco a Lega e Tremonti accusati di aver tradito «imprenditori, artigiani e commercianti». E nel giorno del nuovo logo scelto da Berlusconi per il Pdl: un «semplice» Italia con sullo sfondo Berlusconi presidente.
 I centristi, dice Casini, di volta in volta saranno disposti a votare con la maggioranza ma se il «governo proporrà cose sbagliate ci opporremo: non possiamo essere una forza di complemento ma vogliamo sfidare il premier ad elevare la qualità del suo stesso governo». Quanto al voto sul federalismo, conferma il giudizio negativo (l’Udc è stato l’unico partito ad aver votato contro in Parlamento). Ma non chiude del tutto la porta a miglioramenti. «Il voto dei prossimi giorni ha un suo forte contenuto di tecnicalità, noi vogliamo che i nostri tecnici lo migliorino e ci riserviamo una valutazione con gli amici delle altre forze che con noi compongono questo nuovo polo». Parole subito apprezzate da Umberto Bossi. «Calderoli che è già a Roma domani tasterà il terreno con Fini e Casini ma mi pare che il terreno sia positivo», dice il leader leghista a proposito dell’approvazione dei decreti del federalismo. «C’è attesa ma tutto andrà bene perchè stiamo parlando con tutti», aggiunge.
 Ma torniamo a Casini. Le critiche di “Avvenire” e di Camillo Ruini al Terzo polo con il laico Fini non sono piaciute al leader centrista. «Ruini mi convince di più quando parla di valori eticamente non disponibili che quando parla di maggioritario e bipolarismo».
Immediata la reazione del Pdl che legge le parole di Casini come un segnale di apertura. «Siamo interessati a fare i conti con un’opposizione responsabile, il governo cerca maggiori consensi e nel contempo di confrontarsi con chi diversamente dal Pd e dall’Idv, non porta avanti una linea di scontro frontale», dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio. «E’ una base di confronto che non va lasciata cadere», aggiunge Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno. «Bene Casini, il nuovo Polo si muoverà in Parlamento sulle riforme che servono all’Italia per innescare sviluppo e crescita», è l’apprezzamento di Adolfo Urso, coordinatore dei fianiani.
 Più critiche le reazioni nel centrosinista. «Quelle di Casini sono solo schermaglie, io sto con Bersani che ha proposto una coalizione democratica che ci faccia uscire dalla secche del berlusconismo», taglia corto D’Alema. «Io non ce l’ho con Casini, ce l’ho con gli ha dato tutto questo spago: Casini usa lo spago che gli viene dato per preparare le corde per impiccare gli altri», rincara Nichi Vendola.
 

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- Maria Berlinguer