17 settembre 2010 —
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sezione: Attualità
ROMA-FERRARA. «Dal Governo, ancora una volta, è arrivata una risposta insoddisfacente». Così Maria Antonietta Coscioni, deputata radicale e co-presidente dellassociazione Luca Coscioni, commenta la risposta in Aula del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, allinterpellanza urgente sui trial clinici ai malati di sclerosi multipla e in particolare sui protocolli di sperimentazione della cura Ccsvi, insufficienza venosa cerebro-spinale cronica che secondo Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dellUniversità di Ferrara, colpirebbe il 95% dei malati di sclerosi multipla e dunque contribuirebbe alla patogenesi della malattia.
«La scoperta di Zamboni, che ipotizza che lalterazione del circolo venoso sia suscettibile di correzione attraverso un intervento mini invasivo di angioplastica dilatativa - spiega Coscioni - ha di fatto mobilitato i pazienti e i loro familiari, e per questo volevamo avere notizie certe sulla sperimentazione. Ma la Martini ha sostenuto che al momento non ci sono trial clinici ma solo 2 studi di fattibilità in centri Irccs a Pavia e Milano». Inoltre, aggiunge la vedova di Luca Coscioni, «nessuna risposta sui protocolli di sperimentazione previsti o già in corso nella Regione Marche e nella Regione Emilia-Romagna, o sulla mozione approvata dal consiglio della Regione Lazio il 31 maggio 2010». Eppure, conclude Coscioni, «questo tipo di cura è già praticata allestero e molti pazienti si rivolgono ad altri Paesi, con il rischio di non essere sufficientemente garantiti sul piano dellopportunità e della sicurezza degli interventi sanitari proposti».