ARCHIVIO la Gazzetta di Reggio dal 2003

I malati sperano in Zamboni

 ROMA-FERRARA. «Dal Governo, ancora una volta, è arrivata una risposta insoddisfacente». Così Maria Antonietta Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, commenta la risposta in Aula del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, all’interpellanza urgente sui trial clinici ai malati di sclerosi multipla e in particolare sui protocolli di sperimentazione della cura Ccsvi, insufficienza venosa cerebro-spinale cronica che secondo Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell’Università di Ferrara, colpirebbe il 95% dei malati di sclerosi multipla e dunque contribuirebbe alla patogenesi della malattia.
 «La scoperta di Zamboni, che ipotizza che l’alterazione del circolo venoso sia suscettibile di correzione attraverso un intervento mini invasivo di angioplastica dilatativa - spiega Coscioni - ha di fatto mobilitato i pazienti e i loro familiari, e per questo volevamo avere notizie certe sulla sperimentazione. Ma la Martini ha sostenuto che al momento non ci sono trial clinici ma solo 2 studi di fattibilità in centri Irccs a Pavia e Milano». Inoltre, aggiunge la vedova di Luca Coscioni, «nessuna risposta sui protocolli di sperimentazione previsti o già in corso nella Regione Marche e nella Regione Emilia-Romagna, o sulla mozione approvata dal consiglio della Regione Lazio il 31 maggio 2010». Eppure, conclude Coscioni, «questo tipo di cura è già praticata all’estero e molti pazienti si rivolgono ad altri Paesi, con il rischio di non essere sufficientemente garantiti sul piano dell’opportunità e della sicurezza degli interventi sanitari proposti».

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • Contenuto a pagamento

    la tribuna di Treviso

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    la tribuna di Treviso

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    la tribuna di Treviso

    Senza Titolo

  • + Altri risultati