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 DUISBURG. Quindici morti schiacciati nella calca, almeno cento i feriti. Si è trasformata in un inferno la Love Parade di Duisburg, mega-festa techno che ha portato nella città tedesca un milione e mezzo di persone, quasi tutti giovanissimi. Il panico si è scatenato all’interno del tunnel della Karl-Lehr-Strasse mentre il resto dei partecipanti, ignaro della tragedia, continuava a ballare e a festeggiare.
 Le vittime sarebbero nove ragazze e sei ragazzi, di cui non si conosce identità né nazionalità. La Farnesina ha avviato le verifiche sull’eventuale coinvolgimento di connazionali nella tragedia.
 Tutto è cominciato verso le 17, quando una massa di giovani ha premuto contro l’ingresso del tunnel che conduce alla grande spianata della Gueterbahnfof, lo scalo merci abbandonato della Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche. Nel panico che si è diffuso tra la calca che non riusciva più ad avanzare, moltissime persone sono cadute a terra e sono state calpestate da chi cercava freneticamente di arrivare all’aperto, spinto da dietro, ma impedito di avanzare da chi era davanti.
 Un testimone oculare ha raccontato che il sottopassaggio si è trasformato in «una trappola», «c’era gente a terra ovunque, sembrava di stare in guerra, in mezzo ad un caos indescrivibile». «La gente spingeva da dietro e chi era dentro il tunnel cercava di uscire calpestando chi era a terra», ha raccontato un altro scampato al massacro. Il capo della polizia di Duisburg, Juergen Kiskemper, ha definito la situazione «estremamente caotica», aggiungendo che la causa scatenante l’ondata di panico non è ancora chiara: «Dobbiamo ancora capire cosa è successo». Secondo alcuni media la ressa è stata originata dal tentativo della polizia di impedire l’accesso a migliaia di persone all’area dove si svolge l’evento, il sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli Anni’80 e trasformato in parco pubblico. Secondo molti testimoni, il tunnel di accesso era semplicemente «troppo stretto» per garantire l’afflusso dei partecipanti.
 Mentre nel tunnel la gente moriva o lottava per la vita, in superficie il party andava avanti a ritmo sfrenato, per timore che un’interruzione improvvisa scatenasse la furia dei partecipanti delusi per un evento atteso tutto l’anno. «L’unità di crisi della città di Duisburg ha deciso di non interrompere la manifestazione per motivi di sicurezza», ha spiegato il portavoce cittadino Frank Kopatschek. Nel frattempo si alzano le prime voci critiche per lo scarso impiego di poliziotti, poichè il servizio di sicurezza previsto dalle autorità ha mandato sul terreno solo 1200 agenti, a fronte di una partecipazione di oltre un milione di giovani arrivati da ogni angolo della Germania. In serata un giovane partecipante di 17 anni di origine turca ha raccontato, con il volto rigato di lacrime. «Quei ragazzi volevano solo divertirsi», ha detto Achmed Hasan, «poi si sono messi tutti a piangere come ho fatto io, che non ho mai visto morire nessuno». (a.g.)