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Avvistati i lupi a Vezzano

 VEZZANO. Il lupo è arrivato a Vezzano ed è proprio il caso di dire... attenti al lupo. Fino a qualche mese fa solo alcune circostanze lo davano fisicamente presente: in primis le orme, poi gli esperti avevano trovato ungulati morti con le tipiche ferite da lupi, azzannati sotto la gola e poi squarciati nel ventre.
 Ora alcuni selezionatori, coi loro binocoli, li hanno visti sulle pendici della Garfagnana, quel lembo di terra brullo che arriva fino alla pineta. Ne hanno avvistato un branco di quattro esemplari, di cui due cuccioli, che inseguivano alcuni mufloni (questa zona infatti è la loro patria). Questi ultimi, molto più veloci, li hanno staccati e i lupi si sono fermati, hanno raggiunto una carcassa di ungulato e si sono sfamati al più comodo banchetto, con un esemplare che faceva da guardia.
 Il selecontrollore Giovanni Chesi, uno dei più esperti e competenti della zona, è anche guardia volontaria di Pro natura: l’anno scorso, ma anche in questo periodo durante i controlli, li ha visti e alcuni giorni fa ne ha visto uno che rincorreva una volpe. Anche altri cacciatori li hanno avvistati in località Mozzone (versante opposto) mentre sbranavano una grossa femmina di daino. La loro presenza nelle riserve di caccia della zona, insomma, è un fatto ormai accertato.
 E così anche Vezzano è diventata patria di questi animali che, da alcuni anni, hanno fatto ritorno in maniera stabile sull’Alto Appennino reggiano, grazie al progetto Life Natura finanziato dal 2004 dalla Regione Emilia Romagna e dall’Unione europea, che ha permesso di raccogliere numerosi dati sulla presenza di questa specie sulle nostre montagne. Sono state le persone che lavoravano al progetto ad approntare le «trappole» fotografiche che sono riuscite a dare un volto al predatore dei nostri boschi. Ma è dagli anni Settanta a oggi che il lupo ha conosciuto un’inattesa e sorprendente fase di espansione, che lo ha portato a recuperare gran parte dell’areale che nel corso dei secoli aveva perduto. Le cause sono molteplici: abbandono delle montagne da parte dell’uomo, espansione degli ungulati per motivi venatori e naturali, riduzione del bracconaggio e protezione della specie, tanto che negli ultimi anni l’animale ha fatto ritorno in maniera stabile anche sul nostro Appennino e ora è arrivato anche sulle colline vezzanesi, dove di certo il cibo non manca, specialmente ora con la presenza di numerosi piccoli ungulati da poco nati e che nasceranno.
 Anche se pochi altri animali hanno il fascino del lupo, gli abitanti cominciano ad avere qualche preoccupazione. Da sempre, nell’immaginario collettivo, il lupo incarna la leggenda dell’essere libero e inafferrabile, fiero e autosufficiente ma anche feroce e selvaggio e queste ultime sono le preoccupazioni.
- Domenico Amidati