20 febbraio 2010 —
pagina 15
sezione: Cronaca
SEGUE DALLA PRIMA Percorriamo via Guido da Castello dirigendoci verso il Planet caffè dopo aver trascorso la serata in centro. Quando da via Malta, una laterale di via Guido da Castello, vediamo volare un tergicristallo davanti a noi. Sulla nostra sinistra quattro ragazzi probabilmente di origine nord africana, si divertivano a spaccare bottiglie e tergicristalli dalle macchine parcheggiate nella via. La nostra reazione è stata di completa indifferenza per non finire nei guai date le vicende che già hanno caratterizzato la nostra città negli ultimi anni. La reazione degli immigrati però non è stata la stessa. Dopo varie offese uno di noi viene colpito da una bottiglia di vetro. Ci voltiamo e vediamo uscire dalla via altri sei ragazzi del gruppo che si dirigono verso di noi con ombrelli e bottiglie in mano, un vero agguato. Uno di loro subito rompe la bottiglia che teneva tra le mani e la punta al collo ad uno di noi. Sul momento la nostra reazione è stata di indietreggiare. Altre offese sono seguite da entrambi gli schieramenti fino a che uno dei nostri compagni viene colpito al volto. Subito dopo si scagliano gli altri immigrati che infieriscono su di noi più volte con luso di ombrelli e bottiglie colpendoci al volto e alla testa.
Nel caos che si crea cè chi reagisce e chi si tira indietro fino a che non ci allontaniamo. Ma non contenti il primo che aveva dato inizio allo scontro si dirige verso uno dei nostri amici correndo. Cadono a terra mentre noi cerchiamo di difendere il nostro compagno. Azione inutile visto che da lì a poco la rissa si riforma.
Tutto questo succede davanti al Planet Caffè colmo di persone, nessuna delle quali è intervenuta. I danni riportati non sono stati molti, qualche lieve ferita al volto e al corpo. Chiamiamo le forze dellordine: in dieci, quindici minuti arrivano almeno una volante e due macchine dei carabinieri. Una volta sul posto si limitano a identificarci e raccogliere i dettagli della vicenda. Questa è la nuda cronaca di quello che ci è accaduto venerdì sera mentre festeggiavamo il compleanno di un nostro amico.
Tutto questo mi induce ad alcune amare riflessioni su quanto è cambiata questa città. Nessuno è intervenuto in nostro aiuto quasi a dimostrazione del fatto che il pensiero dominante sia lindifferenza o forse la mancanza di coraggio. Ancor più grave latteggiamento delle forze dellordine. Perché la polizia non ci ha invitato a recarci in questura per sporgere denuncia? Perché fino a un quarto dora prima dellaccaduto non cera neanche una volante e dopo la segnalazione sono arrivate quattro auto fra volanti e gazzelle, tre delle quali non sono servite assolutamente a nulla?
Sono tre notti che prima di addormentarmi ripenso allaccaduto e alla ferita che mi ha lasciato. Ancora mi chiedo, riguardo allinsicurezza della città, non esiste anche una indifferenza delle istituzioni? Chi come me, nelle poche votazioni cui ha partecipato, ha sempre votato a sinistra credendo nei valori di solidarietà e giustizia sociale, perché dopo quello che mi è successo dovrebbe continuare a farlo, e non seguire piuttosto le seduzioni del Carroccio?
Poniamo caso che in quel gruppo di immigrati ci fosse stato qualcuno con un coltello. E poniamo, ci fosse scappato il morto. Mi chiedo quanti inutili dibattiti, quante parole vuote sarebbero seguiti e quanto impegni e provvedimenti tardivi sarebbero stati presi sullonda dellemotività e sullimperativo della visibilità politica. Cè sempre bisogno che prima di fare qualcosa ci debba essere un morto? Non bastano questi fatti del tutto quotidiani a far cambiare qualcosa? Evidentemente no.
Evidentemente siamo arrivati a un punto in cui si agisce solo se costretti dagli eventi. Non esiste più prevenzione, non si cercano metodi per ovviare ai problemi, si attuano solamente provvedimenti che rinviano il problema. Adesso chiedo a chi di competenza, se io dovessi tornare nelle vicinanze del luogo dellaccaduto come dovrei comportarmi se coloro che hanno rovinato il mio venerdì sera decidono di ripetersi? Devo forse smettere di andare in centro con amici solo perché esistono realtà nelle quali il valore di una persona viene misurato sulla base di quante risse si fanno? Perché parliamoci chiaro, il gruppo di extracomunitari che venerdì sera ci ha assalito, si era ritrovato con la mera intenzione di uscire di casa per cercare la rissa.
Lunica cosa che mi è chiara in questa vicenda è che cosi non si può più andare avanti.
Adesso basta violenze e soprusi non puniti.
Adesso basta bande di immigrati (e non solo) che provocano disagi e malessere.
Adesso basta istituzioni sociali che non pensano al benessere dei cittadini ma solamente al proprio tornaconto personale.
Tutto questo deve cambiare.
Ultima considerazione, nonostante la rabbia che ha assalito chi vi sta scrivendo, non vorrei che dalle mie parole passasse un messaggio di odio nei confronti degli immigrati.
Le motivazioni che mi hanno spinto sono le profonde difficoltà che da cittadino riscontro e le disdicevoli realtà sociali che da giovane studente e futuro abitante del mondo mi trovo ad affrontare nella mia città, nella mia regione e nel mio paese. Questa vuole essere una lettera di denuncia di alcuni fatti che si stanno susseguendo ormai da tempo nella nostra vita. Lungi da me esporre un messaggio di intolleranza nei confronti di qualsiasi persona.
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Daniele Aguzzoli / Matteo Ranellucci / Domenico Amore / Marco Bolognesi