E gli Stati Uniti pensano di inasprire le sanzioni

ROMA.Il presidente della Camera Gianfranco Fini e gli ex presidenti, Pier Ferdinando Casini e Luciano Violante, hanno sottoscritto un comunicato congiunto per chiedere alle autorità iraniane la liberazione di Mehdi Karrubi, (nella foto) presidente del Parlamento iraniano dal 2000 al 2004. Fini, Casini e Violante chiedono anche «a tutti i governi, a partire da quello italiano, un impegno concreto ed una pressione collettiva nel nome della libertà di opinione e del rispetto dei diritti umani». «Abbiamo conosciuto e abbiamo strettamente collaborato nel corso della nostra attività politica e istituzionale con Mehdi Karrubi, già presidente del Parlamento iraniano dal 2000 al 2004. Ne abbiamo apprezzato - si legge nell'appello - le doti umane e politiche e, pur nella chiara distinzione di visioni ideali, abbiamo constatato il suo impegno per la pace e per il dialogo tra i popoli». Da qui l'appello «rispettoso e deciso» alle autorità iraniane affinché assicurino la libertà di movimento e di opinione a lui e agli altri leader dell'opposizione».
Ieri si è tenuta la commissione per i Diritti umani del Senato cui ha partecipato il viceministro agli Esteri Vincenzo Scotti. La commissione ha condannato all'unanimità la repressione che sta subendo il popolo iraniano, mentre Scotti ha parlato di «violenze senza precedenti, e c'è da chiedersi se una reazione di questa portata sia stata dettata dalla paura o da calcolo preciso». Il ministero degli Esteri ha convocato l'incaricato d'affari dell'ambasciata dell'Iran a Roma «a cui - ha detto Scotti - è stata fatta presente la viva preoccupazione dell'Italia per quanto sta accadendo». Il ministro degli esteri Frattini a questo proposito ha chiesto che tutte le capitali europee convochino gli ambasciatori iraniani «e che vi sia un passo formale della presidenza Ue presso il governo di Teheran. Questo presuppone - ha aggiunto - una forte intesa con gli Stati Uniti».
E a Washington si sta pensando in queste ore di inasprire le sanzioni nei confronti del governo iraniano, facendo capire che i tempi della 'mano tesa" sono ormai in archivio. Decisioni comunque non semplici perché, come fanno notare fonti del Dipartimento di Stato, Usa e alleati non vogliono colpire il popolo iraniano ma solo il regime. E' probabile che si punti a nuove limitazioni ai viaggi internazionali dei vertici di Teheran. La tensione tra Usa e Iran si intreccia con la questione del nucleare. Ieri si è aperto un nuovo capitolo dopo le indiscrezioni del Wall Street Journal che citando fonti di intelligence ha scritto di un tentativo di Teheran di acquistare 1.350 tonnellate di uranio dal Kazakistan con la complicità di un funzionario infedele. Il governo kazako ha successivamente smentito. Infine l'alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, si è detta «sconvolta dalla violenza del regime iraniano contro i manifestanti», e ha chiesto a Teheran di fermare gli eccessi delle forze di sicurezza. (p.ca.)