Badante romena muore nel rogo

ROMA.L'hanno trovata adagiata sulla brandina sulla quale era andata a dormire, rannicchiata sotto le coperte per non sentire il freddo che fa nelle baracche. Ma di lei non è rimasto quasi nulla, solo il corpo carbonizzato. Si chiamava Andreia, era romena ed aveva 18 anni, ed è morta la scorsa notte probabilmente per la caduta di un contenitore di metallo colmo di alcool che lei utilizzava, insieme al suo compagno, per riscaldarsi ma anche per cucinare. L'incidente è avvenuto all'interno di una baracca in una stradina sterrata sulla via Ardeatina 630, a Roma, dove sorge un microaccampamento situato su un fosso in un terreno privato: fino ad oggi ci vivevano dieci romeni, sei uomini e quattro donne, tutti di età compresa tra i 34 e i 35 anni. Andreia condivideva quell'alloggio di fortuna con il suo fidanzato che al momento in cui è esploso l'incendio era in un'altra baracca a parlare con altri romeni. Quando ha visto le fiamme, il ragazzo ha chiamato i vigili del fuoco ma al loro arrivo ormai per lei era troppo tardi.
Andreia faceva la badante e con il suo fidanzato viveva in quella baracca circondata da sei alberi che ne formavano il recinto. Ciò che è rimasto dopo il rogo sono solo quattro sbarre di ferro, un lucchetto con una catena, resti di una sedia bruciata e la rete del letto. Poco più in là c'è una tenda da campeggio verde e arancione con una sedia in vimini all'esterno e una coperta rosa a fiori stesa su un filo legato a due alberi; e ancora altri quattro rifugi di fortuna.
Il sindaco Gianni Alemanno ha effettuato un sopralluogo nell'area: «Un'altra tragedia di questi microaccampamenti abusivi». In questa zona già la polizia municipale è intervenuta quattro volte, aveva sgomberato e abbattuto baracche, in qualche caso, che poi sistematicamente si sono riformate. Si tratta di persone che vivono di piccoli lavori - ha aggiunto il sindaco dopo essere entrato in una delle baracche - che per non pagare gli affitti si attrezzano in questa maniera».
Nel pomeriggio i dieci romeni sono stati prelevati da due agenti della polizia municipale e fatti salire su un minibus per essere portati in un centro di accoglienza.