Italiani sequestrati da Al Qaeda


ROMA.Il sequestro del 19 dicembre in Mauritania è la risposta ai «crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e in Iraq». Cosi Al Qaeda ha rivendicato il rapimento della coppia di italiani: con un messaggio audio, datato 27 dicembre, diffuso ieri dalla televisione satellitare Al Arabya. L'emittente ha inoltre mandato in onda una foto, presente anche sul suo sito, di Sergio Cicala (siciliano di 64 anni) e della moglie Philomene Kabore (39 anni, originaria del Burkina Faso ma di nazionalità italiana).
I due sono ritratti in ginocchio in una zona desertica, con alla spalle cinque uomini armati di mitragliatori, tre dei quali con il viso coperto da sciarpe nere e due da sciarpe marroni. E' visibile il volto del rapito che stringe tra le mani il suo passaporto chiuso mostrandone la copertina, mentre quello della moglie è oscurato cosi come le sue mani. La Tv panaraba ha poi mostrato ieri anche la foto del passaporto di Cicala.
«Stiamo verificando» uno scenario che appare «verosimile» e «anzitutto l'attendibilità» della rivendicazione: ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Dopo aver ricordato che alcuni cittadini spagnoli sono presumibilmente nelle mani dello stesso gruppo o di un gruppo collegato, il titolare della Farnesina ha confermato che il Governo intende mantenere «la linea del riserbo assoluto e del silenzio stampa al fine di tutelare l'incolumità degli ostaggi» perchè «se raccontassi quali sono le nostre idee sulla trattativa metterei a rischio i nostri connazionali ed è l'ultima cosa che voglio fare». Ciò detto, Frattini ha assicurato che «tutti i nostri apparati di sicurezza sono in movimento», ma che i tempi per risolvere il sequestro sono «imprevedibili». Resta il fatto che «non abbiamo nessun contatto diretto con nessun emissario» e che «noi non trattiamo» perchè, ha aggiunto, «chiunque tratta con i terroristi aiuta i terroristi». Comunque non ci sarà nessun «cambiamento» nella politica italiana in Afghanistan perchè «siamo legati a una coalizione internazionale». Infine secondo il capo della diplomazia italiana la zona dove sono stati rapiti Cicala e la moglie è «la più pericolosa di tutta l'Africa sahariana», è «fuori di un controllo pieno e totale» e vi operano tribù e cellule di Al Qaida.
Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica pensa invece a un rapimento per soldi; a un «riscatto per il finanziamento della guerriglia».
Alla pista terroristica crede infine la Procura di Roma. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti e il sostituto Giancarlo Amato hanno aperto un'inchiesta per sequestro di persona con finalità di terrorismo, affidando gli accertamenti ai carabinieri del Ros.

Monica Viviani