Statali in piazza, è guerra di cifre


ROMA.Otto ore di sciopero e migliaia di persone in corteo, a Roma come a Milano come a Napoli, per chiedere «meno tagli e più investimenti» ovvero più risorse per la scuola, per il rinnovo dei contratti pubblici e stabilizzazione dei lavoratori precari. Erano 200 mila, per gli organizzatori, gli statali che ieri hanno partecipato alle manifestazioni della scuola e del pubblico impiego indette dalla Cgil e secondo il sindacato le adesioni allo sciopero sono state del 50-60%. Il ministero della Funzione pubblica calcola invece che la partecipazione alla protesta si sia attestata sul 9,7%.
Sciopero riuscito insomma secondo la Cgil, nonostante la protesta sia stata decisa senza le organizzazioni di categoria di Cisl e Uil. «Ho rammarico di non poter stare insieme - ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani - credo che se il governo è inadempiente si debba rispondere. L'abbiamo sempre fatto. Oggi c'è la Cgil ma non dispero».
Ai cortei hanno partecipato 100.000 persone a Roma, 70.000 a Milano e 10.000 a Napoli. A causa dello sciopero ci sono stati alcuni disagi per i cittadini soprattutto negli uffici pubblici e negli ospedali dove molte visite ambulatoriali sono state rinviate (assicurate invece le emergenze e gli interventi essenziali). Sono rimasti chiusi inoltre alcuni musei mentre in altri uffici si sono allungati i tempi per carenza di personale.
La piazza ieri ha protestato non solo a sostegno di maggiori risorse per il rinnovo dei contratti e della stabilizzazione dei precari, ma anche a difesa della Costituzione dopo le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi che l'ha definita una «legge vecchia», da cambiare. «Rimettiamo in campo il comitato 'Salviamo la Costituzione" - ha detto Epifani - mobilitiamoci perchè non c'è difesa del lavoro pubblico e della scuola senza difesa della Costituzione».
Per quanto riguarda il mondo della scuola, la Cgil ha in particolare chiesto al governo di fare marcia indietro e di tornare ad investire sulla conoscenza. Non solo scuola, quindi, ma anche università e ricerca. Ha chiesto anche la stabilizzazione dei precari, «che sono tanti e che finora hanno garantito qualità - ha spiegato il segretario della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo - Adesso li si butta fuori, impoverendo il settore e gettando tanti ragazzi e ragazze nelle disperazione».
Al corteo di Roma ha partecipato Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, perchè «dove ci sono i lavoratori noi dobbiamo esserci, pur rispettando l'autonomia dei sindacati». Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha invece definito le manifestazioni «cortei contro la pioggia».

Monica Viviani