Sindaci in piazza contro la Finanziaria

ROMA. Contro la finanziaria si preparano già a scendere in piazza tutti i sindaci d'Italia, pronti a protestare contro i nuovi tagli agli enti locali. Anche ieri c'è stato comunque solo l'ok al primo emendamento sui saldi netti da finanziare, mentre è slittato a oggi il voto in commissione Bilancio della Camera.
La scorsa notte dovrebbe essere stato chiuso il disegno di legge di bilancio, ma i nodi più intricati legati agli emendamenti del governo verranno affrontati solo oggi. Intanto, dopo l'accordo in Conferenza Stato-Regioni, l'esecutivo deposita l'emendamento sul Patto per la salute al quale sono legati i finanziamenti al 'pacchetto Welfare", per Roma Capitale e le risorse per il ponte sullo Stretto di Messina.
Il Patto prevede, tra l'altro, il rischio per le regioni con la sanità 'in rosso" di aumento dell'Irap e dell'addizionale Irpef. E' stato depositato, ma è al vaglio di ammissibilità anche l'emendamento del 'pacchetto Calderoli" che anticipa la Carta delle Autonomie, che prevede tagli, anche se facoltativi, alle poltrone nelle giunte e nei consigli degli enti locali. In ogni caso verrà ridotto di 300 milioni di euro il fondo ordinario per Comuni e Province. La proposta di modifica prevede anche il tetto agli stipendi dei consiglieri regionali che non potranno superare quelli dei parlamentari.
A tarda sera ieri si aspettava ancora l'emendamento riguardante la destinazione del gettito dello scudo fiscale giudicato inammissibile perché non specificava le risorse relative ai diversi interventi. Arriva anche l'emendamento 'omnibus" a firma del relatore Massimo Corsaro, che contiene una serie di voci relative alle richieste dei parlamentari di maggioranza. Nel testo c'è anche una prima tranche di sperimentazione della cedolare secca sugli affitti relativa solo alla provincia dell'Aquila.
I sindaci scendono intanto in piazza contro la Finanziaria: giovedi prossimo, in concomitanza con l'inizio del dibattito in aula sulla manovra, si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio dove si svolgerà una seduta straordinaria «all'aperto» del Consiglio nazionale dell'Anci, «aperta» a tutti i primi cittadini d'Italia. Lo ha annunciato questa sera il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, dopo una riunione animata e particolarmente partecipata dell'Ufficio di presidenza dell'associazione dei comuni italiani. E' da quindici giorni che i sindaci aspettano di essere riconvocati dal governo, ma nonostante le assicurazioni di Silvio Berlusconi, che li aveva brevemente incontrati a Palazzo Chigi, intorno a metà novembre, nessuno si è fatto più vivo e anzi ad aggravare la situazione è arrivata «la ciliegina sulla torta» (cosi l'ha chiamata Chiamparino) dei tagli di assessori e consiglieri comunali. Come se la colpa dei costi esorbitanti della politica fosse solo dei Comuni.
Sul tavolo della trattativa i Comuni pongono un pacchetto unico che vede al primo posto, anzi al primissimo, la restituzione di 2 miliardi di mancato gettito Ici (per gli anni dal 2008 al 2010) e altri 3,358 miliardi (esclusa l'Aquila e provincia) per gli anni a venire che dovranno essere iscritti ogni volta nel bilancio dello Stato, sempre a risarcimento del taglio della tassa sugli immobili. I sindaci chiedono anche un allentamento del patto di stabilità. Si parla di un importo - non particolarmente esoso - da aggiungere al miliardo e 400 mila euro di questa estate.
Intanto, arriva la possibilità per i Comuni di rimborsare i volontari delle ronde. Il tutto nel rispetto dei vincoli del Patto di stabilità.