«Acque minerali? E' un'offerta che conosco ma ce ne sono altre»

REGGIO.«La situazione della Reggiana mi preoccupa e sto cercando di darmi da fare». Da vero cuore granata Mauro Del Bue, assessore allo sport del comune di Reggio, si è preso a cuore la situazione della società.
Ecco perchè non è stupito o sorpreso in merito a quello che si è letto in questi giorni sulla stampa locale. «So e non so - cerca di smorzare - ma certamente ne saprò di più questa sera al termine dell'assemblea di Iniziativa Tricolore».
Sulla carta non dovrebbero esserci sorprese: gli industriali ringraziano, salutano e se ne vanno. Mauro Del Bue non è cosi categorico. «Spero che l'addio non sia immediato. L'augurio è quello di vederli arrivare fino alla fine del campionato e poi vedere cosa succede. Questo permettere anche a me di avere davanti un po' più tempo per sistemare le cose e avere una prospettiva».
E in questo senso, l'assessore allo sport non si sta risparmiando in energie e impegno a favore della Reggiana. E su più fronti. «Che ci sia un imprenditore nel settore della acque minerali interessato ad entrare nella Reggiana per me non è una novità, cosi come sono a conoscenza anche di tutti gli altri incontri che ci sono stati». L'unico nome che fino ad ora è uscito allo scoperto, è quello della NewComm. «Non li conosco e non li ho mai visti. Li aspetto per fare quattro chiacchiere». Ma chi potrebbero essere i potenziali acquirenti della Reggiana? L'assessore li divide in tre categorie. «Un malato di Reggiana però mi sembra evidente che a Reggio non c'è; un matto che arriva da fuori e in questo senso credo che Reggio e la Reggiana abbiano già dato, o un personaggio che arriva a Reggio per una operazione di carattere industriale. Ecco, credo che ci si debba concentrare su quest'ultima ipotesi che mi sembra la più logica e meno rischiosa».
O meglio, un industriale a Reggio ci sarebbe stato. «Stefano Landi è stato il primo a dirsi disponibile per il progetto della polisportiva, ma quando ha detto 'Io ci sono", intorno è stato il deserto».

Cristiana Filippini