«A rischio la nostra incolumità»

CORREGGIO.La richiesta di ampliamento dell'area di stoccaggio dell'alcol etilico della Silcompa spa, presentata dalla stessa azienda di via Fosdondo 71/a, che si occupa di Agrochimica industriale, sta suscitando molta apprensione tra gli abitanti della frazione di Fosdondo, che si sono costituiti in comitato e che, mercoledi sera, hanno incontrato sindaco e giunta e i tecnici dell'Arpa regionale e provinciale.
L'assemblea pubblica, alla quale erano presenti circa duecento persone, si è svolta in una gremita sala Girasole del circolo Il Quartiere di Fosdondo. L'obiettivo principale della serata era quello - spiegano dal comitato - «di avere informazioni su eventuali rischi per l'uomo e per l'ambiente» e, soprattutto, «di essere informati e rassicurati da amministratori comunali e tecnici dell'Arpa».
L'azienda Silcompa spa, che sorge sulla strada che collega Correggio a Fosdondo, nelle vicinanze della fornace dell'Unieco, stocca circa 5mila tonnellate di alcol etilico e vorrebbe aumentare (quasi del doppio) la capacità dell'area di stoccaggio.
Un ampliamento che cambierebbe anche la classificazione della stessa azienda, che diventerebbe uno «stabilimento a rischio rilevante sull'uomo e sull'ambiente», a causa delle sostanze ad elevata infiammabilità e tossicità che vengono utilizzate nel ciclo produttivo.
«La nostra preoccupazione - spiegano i cittadini, che da circa tre mesi si sono costituiti in comitato - è di avere un simile 'mostro" di fianco a casa, con queste caratteristiche di pericolosità. Ci sono una cinquantina di abitazioni e famiglie nell'arco di duecento metri e hanno paura che possa capitare qualcosa».
I tecnici dell'Arpa, dal canto loro, hanno spiegato che, viste le dimensioni attuali dell'azienda e le sue caratteristiche, l'attività comporta già un rischio e che l'ampliamento (che comporterà anche nuovi adempimenti da parte dell'azienda e controlli più serrati), paradossalmente la renderebbe più sicura.
Gli esperti dell'Arpa di Bologna hanno esposto all'assemblea e vari rischi e le problematiche dovuti alla presenza sul territorio dell'azienda e le eventuali conseguenze sui residenti.
Il sindaco Marzio Iotti e l'assessore Paolo Pozzi, docente universitario e chimico, consapevoli del malcontento che regna tra gli abitanti della frazione, hanno spiegato come il Comune abbia «le mani legate», nel senso che le autorizzazioni per questo tipo di attività e per l'ampliamento dell'area di stoccaggio sono di competenza regionale. Il Comune ha solo avuto il compito di fare una variante, che vieta l'edificabilità a ridosso della Silcompa. Un atto su cui pendono le osservazioni dell'Unieco e di un altro cittadino confinante, che si sentono danneggiati. «Inoltre - hanno sottolineato gli amministratori - se l'azienda produce secondo la legge, è in piena regola».
Il comitato ha già annunciato che si riunirà di nuovo, «perché le risposte che ci hanno dato non sono state sufficienti». (g.g.)