Giustizia, il premier parla all'Italia o no?


ROMA.Minimizzare. Gettare acqua sul fuoco. Assicurare che nel governo «non c'è nulla di preoccupante». E lo scontro tra Brunetta e Tremonti? «Semplice dialettica tra ministri». Silvio Berlusconi, che due giorni fa aveva affidato a Bonaiuti il compito di negare gli attriti nella maggioranza, questa volta decide di intervenire direttamente e, scuro in volto, usa poche parole per spiegare che nel governo tutto è sotto controllo.
Gli echi delle nuove fibrillazioni, che avrebbero portato il ministro Brunetta a un passo dalle dimissioni, sono comunque assordanti e l'irritazione del premier per lo scontro tra il ministro della Pubblica amministrazione e quello dell'Economia traspare tutta dalla seconda parte della frase che il Cavaliere pronuncia a Doha: «Non c'è nulla di meno che quieto. E' l'esternazione di un ministro che sarebbe meglio se restasse interna al governo...». Il messaggio è chiaro: i panni sporchi vanno lavati in famiglia e non sui giornali perché i continui botta e risposta a mezzo stampa rischiano di logorare l'immagine del governo.
Di giustizia, poi, Berlusconi non vuol proprio parlare con i cronisti che gli chiedono quali saranno le prossime mosse del governo: «Non voglio parlare di queste cose. Ci sarà il momento opportuno per spiegare agli italiani qual è la situazione in cui siamo». Si diffonde cosi la voce che il Cavaliere starebbe valutando con i suoi collaboratori una doppia ipotesi: un intervento da tenere in aula al Senato oppure un messaggio televisivo per parlare direttamente agli italiani di giustizia e della riforma sul processo breve che oggi inizierà il suo iter a palazzo Madama. Ma dopo poco Palazzo Chigi smentisce: solo «illazioni».
L'obiettivo del premier (nominato da Rolling Stone Italia, che gli dedica la copertina di dicembre, 'Rockstar dell'anno" per la sua capacità di stare sotto le luci della ribalta) resterebbe però quello di organizzare un'uscita pubblica per rispondere a quello che ha sempre definito come un attacco «politico» dei giudici e dell'opposizione. Un'opposizione per la quale il premier non spende una parola: «Sapete che non gli rispondo mai».
Quanto allo scontro nel governo, il presidente del consiglio dice di «non aver sentito nessun ministro» e non nasconde la sua amarezza per essere costretto, a migliaia di chilometri di distanza da Roma, a dover parlare delle beghe interne. Berlusconi mostra di invidiare il piccolo emirato arabo del Qatar: «Qui c'è una dinamicità incredibile, sembra davvero di stare dall'altra parte del mondo».
In Italia, invece, a tenere banco sono gli scontri nella maggioranza. La situazione è grave? «Berlusconi è fortemente indebolito e si è aperto un dibattito sulla sua successione», spiega Rosy Bindi. «Il governo e la maggioranza sono in una crisi tale che non riescono nemmeno a implodere», taglia corto Enrico Letta.

Gabriele Rizzardi