Confiscati alla mafia 66 edifici e 22 aziende

BOLOGNA.La mafia esiste anche al Nord Italia e in Emilia-Romagna, dove la sua presenza «è sottovalutata». Lo dice lo scrittore noir Carlo Lucarelli, alla presentazione di «Politicamente scorretto». In Emilia-Romagna, stando ai dati consegnati ieri (tratti dal sito dell'agenzia del Demanio e aggiornati al 30 giugno 2009) ci sono 22 aziende (10 nel bolognese) e 66 beni immobili (di cui 31 in gestione al Demanio e 35 destinati a nuovo uso e già consegnati) confiscati alla criminalità organizzata. Degli immobili, il maggior numero, 25, è a Forli-Cesena. A seguire, 16 a Bologna, 8 a Ferrara, 7 a Ravenna, 5 a Piacenza, 3 a Parma e 2 a Rimini. Bisogna fare attenzione, dice lo scrittore, di fronte ai dati dell'Emilia-Romagna (tra le regioni del Nord è 4ª, dopo Lombardia con 655 beni confiscati, Piemonte con 121 e il Veneto con 78). «Normalmente non la associ alla mafia», poi «invece vai a vedere i numeri e pensi: se qui erano cosi tante le cose in mano alla mafia, allora la mafia c'è». Certo non è «che la mafia gestisca l'Emilia-Romagna, non è cosi, è chiaro». C'è però fastidio invece che attenzione. Mentre al Sud «nessuno più dice la mafia non esiste», «tutte le volte che ti metti a parlare di un posto del Nord e parli di mafia, c'è sempre qualche sindaco che ti dice: stai offendendo l'immagine del posto». Una recente inchiesta contro i Casalesi ha fatto scoprire «persone che se ne stanno in galera condannate per mafia, danno ordini alla cosca che sta fuori, gestiscono due locali pubblici, gli appalti e, quando c'è un imprenditore che non ci sta, lo fanno gambizzare. Tutto questo dove avviene? A Locri? No, a Modena».
Mettere all'asta i beni confiscati «è un aspetto pericoloso» su cui «bisogna stare attenti», dice ancora Lucarelli. «L'unica cosa che non manca ai mafiosi è la capacità di riorganizzarsi e presentarsi come colletti bianchi». Dunque, ha avvertito, quel «forziere» di risorse «va utilizzato nel modo giusto» e solo cosi «troveremo finanziamenti per coprire i tagli al mondo della cultura».
«Politicamente scorretto», con ospiti come Giancarlo Caselli e Pina Maisano Grassi, e un omaggio a Leonardo Sciascia, torna dal 27 novembre a Casalecchio di Reno, una tre giorni che lega giornalismo e lotta alla mafia curata da Lucarelli. Ci sarà anche il nuovo procuratore di Bologna, Alfonso.