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Influenza, le vittime sono salite a 30


  ROMA. In piena emergenza da influenza A, con i decessi saliti ieri a quota 30, il ministero è già in allarme per la seconda «ondata» prevista per il 2010. «Dopo la fine del picco cominceremo a raccomandare la vaccinazione a tutti per evitare una seconda ondata di influenza, l’anno prossimo - ha annunciato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio - Ricorderete che sia la spagnola sia l’influenza del 1968, colpirono in maniera forte nella seconda ondata, sempre più pericolosa della prima. Abbiamo gli strumenti, che sono i vaccini, e dobbiamo evitarla». Dichiarazioni che hanno reso necessaria poco dopo una nota dello stesso ministero per precisare che, ovviamente, «vaccino a tutti» va inteso per «tutte le categorie previste dalla strategia vaccinale, cioè un totale di 24 milioni di persone, e non certo per tutta la popolazione italiana».
 E mentre l’Oms fa sapere che le vittime della pandemia nel mondo sono già oltre 6 mila, ieri in Italia si sono registrati altri quattro decessi. Nel primo caso si tratta di un uomo di 55 anni ricoverato in rianimazione a Mestre dal 2 novembre. Originario di Cavallino Treporti (Venezia), soffriva di leucemia linfatica cronica, bronchite cronica ostruttiva e da una decina d’anni era affetto anche da diabete. Nel certificato di morte la causa è attribuita a polmonite provocata da infezione di AH1N1.
 La seconda vittima della giornata è invece una bambina di 9 anni affetta da gravi patologie neoplastiche e ricoverata nel reparto di pediatria dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. «Il suo decesso non è comunque riconducibile alla nuova influenza», ha detto il direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale del Molise. E’ poi morta giovedì, ma lo si è saputo solo ieri, al San Gerardo di Monza la ragazza di 14 anni malata di leucemia mieloide acuta e trattata da giorni con la la macchina cuore-polomoni. Anche in questo caso sarebbe stato l’aggravarsi della malattia pregressa, e non l’influenza A, la causa del decesso.
 Sembra invece non presentasse altre patologie, il cittadino indiano residente nel bresciano trovato morto nella sua casa nei giorni scorsi e risultato positivo al virus dell’influenza A. L’uomo, un allevatore di 35 anni, secondo quanto sostenuto dall’assessore alla sanità della Regione, Luciano Bresciani, sarebbe il primo decesso lombardo causato direttamente dal virus.
 Sono intanto molto gravi a Napoli, all’ospedale Cardarelli, le condizioni di un bimbo di 8 mesi, ricoverato con febbre alta e problemi respiratori. E sempre in Campania, all’ospedale di Avellino, rimangono gravissime le condizioni di una donna di 49 anni che ha un quadro clinico compromesso da pregresse patologie cardiache e respiratore, dovute all’obesità. Un caso grave anche in Puglia: una donna di 50 anni, con obesità e ipertensione, ricoverata nell’unità operativa complessa di anestesia e rianimazione del Policlinico di Bari e in trattamento con un apparecchio di supporto cardiopolmonare (Ecmo). E sono tutti sottoposti a Ecmo anche i sei ricoverati in gravi condizioni in Piemonte: quattro sono all’ospedale Molinette, due all’ospedale civile di Cuneo.
- Monica Viviani