Nobel per l'acciaio, la Bordoni in corsa

ROLO.Fra le numerose aziende europee e nordamericane che hanno presentato progetti innovativi, sono state scelte le quattro finaliste del premio internazionale Swedish Steel Prize.
E' stato instituito dalla Ssab, l'azienda leader mondiale nella produzione degli acciai speciali altoresistenti, con stabilimenti in Svezia e negli Stati Uniti.
Scopo del premio, quest'anno giunto all'undicesima edizione, è di stimolare a livello mondiale nuovi approcci innovativi nell'impiego di questi acciai, notevolmente più resistenti e leggeri degli acciai comuni.
Fra le quattro nomination, che parteciperanno alla premiazione finale prevista per il 18 novembre, c'è una coppia di aziende italiane: la Bordoni Bonfiglio di Rolo e la Andreoli Engineering di Novi. Le altre tre sono la Hydroform Design Light Ab (Svezia), la Labrie Environmental Group (Canada) e la Lecitrailer Sa (Spagna).
La coppia di aziende emiliane è stata scelta per la nuova progettazione delle barre di acciaio del nebulizzatore a uso agricolo di loro produzione, con una conseguente notevole riduzione del peso della struttura e dei costi di produzione e un significativo incremento della rigidità e affidabilità della struttura.
Al di là del risultato delle premiazioni, la nomination è già di per se uno straordinario riconoscimento delle capacità progettuali delle due aziende di Rolo e Novi.
Per capire meglio l'importanza della manifestazione, basti pensare che in undici anni è stata premiata una sola azienda italiana, la Fiat, per la progettazione delle barre antintrusione della nuova Fiat 500.
L'assegnazione del premio avverrà nel pomeriggio del 18 al China Theatre di Stoccolma. Il vincitore riceverà, oltre alla prestigiosa statuetta, un premio di 10mila euro.
La Bordoni Bonfiglio, specializzata in taglio al laser, è un'azienda rolese che più rolese non si può: il bisnonno di Silvio Bordoni, progettista e profondo conoscitore delle caratteristiche di lavorazione dell'acciaio, era uno dei produttori dei famosi tavoli intarsiati di Rolo.

Vittorio Ariosi