Gasparri: subito al voto per la Regione Lazio


ROMA.Caso Marrazzo, il Pdl chiede il voto anticipato e minaccia di denunciare i medici che hanno concesso all'ex governatore del Lazio trenta giorni di prognosi. Mentre proseguono le indagini sulla scandalo a luci rosse e conseguente ricatto di alcuni carabinieri ai danni di Piero Marrazzo, resta altissima la tensione politica sul caso.
Ieri Marrazzo si è sottoposto a una lunga visita al policlino Gemelli di Roma, dopo il malore che lo aveva colto domenica. I medici di una struttura psichiatrica avrebbero accertato una stato di stress psico fisico notevole, curabile in 30 giorni. Il governatore, che finora si è solo autospeso dalla carica e da commissario straordinario per la sanità, potrebbe cosi dimettersi a fine novembre. A quel punto ci sarebbero 90 giorni prima di indire le elezioni, passati i quali si entrerebbe nei 45 giorni di campagna elettorale per andare al voto il 28 e 29 marzo, in coincidenza con l'Election day fissato dal governo.
Il Pdl però contesta la legittimità dell'autospensione di Marrazzo e chiede di andare al voto subito. Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, Gaetano Quagliarello, suo vice e i senatori del Pdl eletti nel Lazio, tra i quali Ciarrapico, hanno scritto un'interrogazione urgente al ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e a quello degli Interni, Roberto Maroni, per verificare l'esistenza della delega per esercitare le funzioni di governatore al vice di Marrazzo, Esterino Montino. «Abbiamo sempre sostenuto che Marrazzo, se ritiene che ne sussistano le condizioni, può e deve andare avanti nel suo mandato. Se invece non ritiene che tali condizioni vi siano, deve dimettersi e consentire lo svolgimento delle elezioni il prima possibile, non esistono terze vie», scrivono i senatori della maggioranza.
E le dimissioni di Marrazzo le chiede anche Antonio Di Pietro. «Deve fare un altro passo indietro per evitare che la sua autospensione venga interpretata dai cittadini come l'ennesimo papocchio politico».
Maroni per ora non parla. Raffaele Fitto invece si schiera con il Pdl. La Regione Lazio a suo parere può rischiare di aprire dei contenziosi. «L'ipotesi di autosospensione dalla carica di presidente della Regione non è prevista nello Statuto e più in generale nella normativa vigente», assicura. «Le uniche alternative previste sono la sospensione per grave impedimento inequivocabilmente certificato o le dimissioni», aggiunge.
Intanto in un clima da choc generale si è riunita ieri la prima Giunta senza Marrazzo. E Pd e Pdl sono già alle prese con il toto nomine per il futuro governatore. Gianfranco Fini vorrebbe che fosse Renata Polverini, la segretaria dell'Ugl, a correre nel Lazio. Silvio Berlusconi insiste però sul Luisa Todini. E potrebbe essere la scelta della Campania a determinare chi correrà. Nel Pd c'è chi punta su Rosy Bindi e chi vorrebbe Nicola Zingaretti.
Ieri sera il caso Marrazzo è approdato a 'Porta a porta", il salotto di Bruno Vespa. «Ma solo dal punto di vista politico», precisa il conduttore.

Maria Berlinguer