Telefonini «preistorici» con antenne e tasti giganti in soccorso dell'Africa

GUASTALLA. Cellulari grandi come cordless, con tasti grandi a prova di vista debole, antenna ben visibile, display rigorosamente giallo-verdino e con funzionalità quasi ridotte a zero. Telefonini come questi (che non sono altro che gli «antenati» degli apparecchi attuali) non si vedevano da tempo in giro: sono ricomparsi ieri a Guastalla, raccolti dalla lista civica «Guastalla liberata» per sostenere un'iniziativa di solidarietà a favore dell'Africa.
«Abbiamo deciso di sostenere un'iniziativa dell'organizzazione gesuitica Magis, che punta a recuperare le parti dei cellulari ancora utilizzabili o riciclabili - spiega il consigliere comunale Davide Zanichelli - In questo modo si evita di estrarre dalle colline dell'Africa nuovi metalli preziosi, necessari per alcuni componenti dei telefoni; quanto alle parti da buttare, grazie a società specializzate saranno smaltiti nel modo giusto, senza rischi per l'ambiente».
Diversi guastallesi hanno risposto all'invito e hanno portato i loro cellulari ormai dismessi: cogliendo l'occasione per compiere una buona azione e allo stesso tempo liberare spazio in casa, qualcuno ha pensato bene di svuotare cassetti e armadi, facendo riemergere esemplari di archeologia telefonica.
Alla fine della mattinata il «raccolto» è stato pari a una cinquantina di apparecchi. Pochissimi (forse due o tre) i telefoni relativamente nuovi: nella scatola sono finiti alcuni tra i modelli più diffusi in passato (come il Nokia 3210 o 3310), ma non sono certo passati inosservati altri modelli ancora più datati. Cosi, dal mucchio, sono emersi alcuni tra i primi Motorola e Siemens «a conchiglia», con antenna estraibile: riempivano completamente una tasca e la sola batteria era pesantissima.
Chi non ha ancora svuotato i suoi cassetti, ha ancora tempo: la raccolta continua ogni giorno a Pieve, all'edicola «Da Amelia».

Gabriele Maestri