Il Csm fa scudo ai giudici offesi da Berlusconi

ROMA.Per sette volte ieri il Csm ha dovuto difendere i magistrati dagli attacchi della politica. Tante sono state infatti le cosiddette 'pratiche di tutela" a cui l'organo di autogoverno dei magistrati ha dato il via libera. E quattro di questi casi si riferivano ad altrettanti attacchi di Silvio Berlusconi. Fra questi, il Csm ha approvato (con l'astensione del vicepresidente Nicola Mancino e il voto contrario dei membri laici del Pdl) anche il documento a difesa dei giudici del processo Mills, in particolare del giudice Nicoletta Gandus. Riconoscendo in sostanza che i giudici sono stati ingiustamente offesi da Berlusconi che ha usato «espressioni denigratorie» e «gravi accuse» (quelle di aver agito solo per fini politici) contro i magistrati che hanno condannato l'avvocato inglese per falsa testimonianza in un processo a carico dello stesso premier italiano. Processo da cui la posizione di Berlusconi è stata stralciata solo grazie al lodo Alfano.
Al Csm ieri è anche arrivata una lettera di Giorgio Napolitano nella quale, oltre a dare il proprio assenso formale al pronunciamento del Csm, come di prassi, il capo dello Stato ha anche auspicato che «l'esame delle pratiche a tutela avvenga con serenità ed equilibrio». Un invito alla moderazione per il quale il presidente si è riferito alla modifica dell'articolo 21 del regolamento interno del Csm che prevede «pratiche di tutela» a difesa dei magistrati solo nei casi in cui gli attacchi ricevuti minaccino la «credibilità» della magistratura nel suo complesso e possano «mettere in dubbio l'imparziale esercizio della funzione giudiziaria».
«È un brutto giorno per la giustizia italiana - ha commentato Donatella Ferranti (Pd) - quando il Csm è costretto a condannare i ripetuti attacchi del presidente del Consiglio e di altri esponenti della maggioranza a singoli magistrati». Di Pietro torna invece a prendere indirettamente le distanze da Napolitano seppure sottolineando il «rispetto istituzionale» verso il presidente della Repubblica. «Vorrei che la stessa attenzione - dice infatti - il presidente della Repubblica l'avesse con la presidenza del Consiglio qaundo vengono attaccati i magistrati». E sottolinea che quello che è accaduto ieri al Csm non è stato un «attacco» nei confronti di Berlusconi, ma un «atto di legittima difesa» rispetto ad attacchi ingiustificati.
Fra i casi in cui il Csm ieri ha riconosciuto che i magistrati sono stati ingiustamente denigrati ci sono gli attacchi alla Cassazione dopo il suo pronunciamento sul caso Englaro, la vicenda che ha coinvolto l'ex direttore generale Rai Saccà, quella sul caso Abu Omar e gli attacchi al procuratore di Milano, Spataro, da parte di Roberto Castelli e Francesco Cossiga.
I membri laici del Csm hanno chiesto anche che una nuova pratica di tutela dei magistrati venga avviata dopo le accuse di questi giorni di Berlusconi alle procure di Palermo e Milano. Contro l'attività del Csm torna invece a pronunciarsi il centrodestra: «Interferisce ancora una volta con il Parlamento - accusa infatti Maurizio Gasparri - che al Senato si è pronunciato con legge sul fine vita». (a.g.)