Escort-Berlusconi: il Pdl blocca il dibattito


di Gabriele Rizzardi
ROMA.Stop della maggioranza al dibattito in Parlamento sui comportamenti privati di Silvio Berlusconi. Dopo la pubblicazione sul sito dell'Espresso delle nuove conversazioni tra il premier e la escort barese Patrizia D'Addario, il Pd va all'attacco e presenta in Senato una mozione sul G8, dove, nella seconda parte, si affronta il tema dei comportamenti del presidente del consiglio con un implicito accenno al caso D'Addario. Ma la mozione viene bocciata a maggioranza prima dalla conferenza dei capigruppo e poi dall'Aula del Senato. A favore votano Pd, Idv e Udc. Il clima si arroventa e il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, spiega in aula che il Senato dovrebbe mostrare «grande preoccupazione» nell'apprendere che «carteggi governativi giravano negli stessi ambienti dove avevano libero accesso personaggi incontrollati». E ancora: «A tre mesi dall'inizio di uno scandalo che mette a repentaglio la sicurezza nazionale ed ha avuto una eco mondiale» attacca il senatore del Pd «il Parlamento non se ne è mai occupato, mai il governo ha risposto alle interrogazioni, né ha trovato altro modo per informare le Camere».
Al Pd e in particolare a Gentiloni replica l'avvocato del premier Ghedini: «Dovrebbe ben sapere la facilità con cui tramite semplici operazioni tecniche sia possibile assemblare delle compiute conversazioni. Cosi come non può non sapere che se fossero vere sarebbero illecite in sé e illecita la pubblicazione».
In mattinata, a dare fuoco alle polveri è il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, che definisce «vergognoso» e «mafioso» l'atteggiamento dell'opposizione e spiega che se si vuole discutere del rapporto tra etica e politica, la questione «va affrontata a 360 gradi, facendovi rientrare, ad esempio, anche quella questione morale di cui il senatore Marino aveva parlato a proposito del Pd». Il riferimento è alla vicenda del presunto stupratore seriale Luca Bianchini che dirigeva un circolo del Pd a Roma.
Federico Bricolo, Lega, grida: «All'opinione pubblica della vostra mozione non gliene frega niente».
Fuori dal Senato, Paolo Bonaiuti alza le spalle e liquida con un battuta le domande dei cronisti: «Non si può fare politica né informazione dal buco della serratura». Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, non entra nel merito della questione: «Abbiamo già ripulito Napoli, non mi occupo di immondizia».
Solo spazzatura? Il senatore dipietrista Felice Belisario risponde con un sorriso «L'Italia dei Valori avrebbe discusso volentieri dei vizi privati e delle pubbliche virtù del presidente del consiglio...». L'Udc, invece, non condivide il contenuto delle mozioni del Pd sulle frequentazioni del premier ma ritiene una «violazione dei diritti delle opposizioni» escludere dalla discussione mozioni che riguardano il G8.
Alla fine, l'Idv presenta una mozione che impegna il governo a «recepire» i rilievi espressi da Napolitano nella lettera che ha accompagnato la firma della legge sulla sicurezza. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, spiega invece che la mozione non aveva nessun intento di suscitare una discussione su vicende di natura privata. «Il nostro documento poneva tre questioni: l'assoluta incapacità del premier di porsi in un confronto pacato con la libera stampa; il problema della sicurezza nazionale, visto che il presidente del consiglio è titolare di informazioni rilevantissime e delicatissime; il dovere di verità nei confronti del paese».