L'Italia del calcio saluta Nardino Previdi

REGGIO. Per capire chi era Nardino Previdi, anche quando aveva lasciato il palcoscenico della serie A, bastava trascorrere una domenica pomeriggio al suo fianco. Il telefonino, prima durante e dopo le partite non finiva mai di squillare. A chiedere un parere, un consiglio o un'indicazione i più importanti dirigenti del calcio italiano. E quando non erano i presidente dei maggiori club della A toccava agli allenatori far suonare il cellulare per un suo parere o semplicemente per una battuta.
Oggi nella civettuola chiesa di Cadiroggio si ritroveranno i massimi esponeti del calcio italiano ma non solo. Saranno presenti anche tanti giocatori, dirigenti e addetti ai lavori a cui Nardino Previdi ha prestato attenzione e in molti casi ha fatto le loro fortune calcistiche. L'ultima volta che i «boss» del calcio si sono ritrovati a Cadiroggio è stato in occasione del matrimonio della figlia Roberta. Era il 1998 e nella villa che sovrasta Casalgrande si respirava un'atmosferta di festa ma soprattutto c'era il ghota del calcio italiano.
Nardino Previdi non era mai stato in sintonia con Luciano Moggi o Adriano Galliani (i grandi uomini mercato) ma tra di loro c'era un rapporto di rispetto e stima. Non fosse altro perché Nardino era il padre «putativo» di Carletto Ancelotti, uno dei suoi giocatori della Roma scudettata. Lo aveva accompagnato nella sua avventura in granata, poi al Parma e soprattutto quando era stato chiamato alla Juve e successivante al Milan. Un amico-consulente sempre discreto.
Carlo Ancelotti ama spesso raccontare le serate trascorse con Nardino nel castello a Felegara ad affettare un buon salame o un culatello.
Nardino Previdi lo aveva accompagnato anche nella complicata e faraonica trasferta in Turchia quando Ancelotti doveva firmare un sontuoso contratto triennale con il Fenerbahce. «Per fortuna con me c'era Nardino» ha sempre ribadito «perché ha saputo trovare la giusta scappatoia». Una scelta che determinò le fortune di Ancelotti, dato che dopo qualche settimana si sarebbe seduto sulla panchina del Milan. E' impossibile elencare tutti i giocatori che grazie alla sua mediazione sono passati da un club all'altro facendo le fortune delle società interessate e degli stessi atleti che si sono visti aumentare il conto in banca.
Ma Nardino Previdi non era solo un astuto, saggio e lungimirante operatore di mercato ma anche un tenerone. Un uomo che era portato per proteggere i più deboli, quei giocatori che si ritrovavano in difficoltà. A Reggio aveva portato Mark Strukelj, reduce da un grave infortunio alla caviglia, sperando in suo recupero. Cosi come ha cercato di dare una chance a Cacciatore. Ma si potrebbero fare tanti altri esempi. Ha aiutato dirigenti come Massimo Varini a trovare spazio in questo mondo anche se poi aveva un suo codice d'onore.