Super Manchester, campione per 18 volte

ROMA.Manchester United campione d'Inghilterra, ormai è un'abitudine ma stavolta vale doppio: vincendo il loro 18/o titolo i ‘Red Devils' raggiungono il Liverpool in cima alla classifica delle squadre ‘pluriscudettate' in Inghilterra. Contro quell'Arsenal che nelle semifinali di Champions aveva incassato dallo United due brucianti sconfitte, stavolta è un match giocato a non farsi male. Infatti finisce 0-0. Ma quel punto basta agli uomini di Sir Alex Ferguson per far impazzire i 76mila dell'Old Trafford (tra cui il re dello sprint Usain Bolt) prima che la grande festa cominci.
Aspettando la finale di Champions a Roma contro il Barcellona quella dei rossi di Manchester è una stagione da incorniciare, durante la quale hanno vinto il Mondiale per club in Giappone, poi la Coppa di Lega e adesso in campionato. Se non ci fosse stato l'imprevisto scivolone nella semifinale di Coppa d'Inghilterra contro l'Everton, avrebbero potuto tentare un enplein storico. A Ferguson, che vuole anche la Coppa dalle grandi orecchie, va bene cosi. E il titolo di ieri non sembra certo la fine di un'epoca, vista l'età media di una squadra che promette tanto. In squadra ci sono molti giovani talenti, e il ciclo sembra non ancora terminato. Infatti può fregiarsi a pieno diritto del titolo di campione anche un italiano minorenne, quel Federico Macheda che ha segnato due gol decisivi nel momento topico della stagione. Ieri ha fatto lo spettatore ma la sua gioia, come quella dei compagni, rimane immensa. Da Cantona a Beckham e Cristiano Ronaldo, tutti eredi della maglia n. 7 di Best e poi Robson, la tradizione del Manchester United di Ferguson rimane vincente, perché questa è davvero la squadra del Teatro dei Sogni, come viene chiamato lo stadio di questo team perennemente affamato di successi e dalla difesa imperforabile.
L'unica nota dolce-amara della giornata è stato il probabile addio di Carlitos Tevez, sostituito da Ferguson a 20' dalla fine e salutato da una lunghissima standing-ovation. L'apache argentino non si sente considerato come merita, e vuole andarsene in Spagna o forse in Italia.