Un posto per Mastella non per Cirino Pomicino

ROMA. Sulla «corazzata Pdl» che Berlusconi si appresta a far scendere in mare in vista delle elezioni europee c'è posto per Clemente Mastella ma non per Paolo Cirino Pomicino, che alla fine potrebbe restare a terra. Il condizionale è d'obbligo perché la parola definitiva sulle candidature per il voto di giugno spetta al Cavaliere. E le liste del Pdl per le Europee sembrano complete.
Silvio Berlusconi nei giorni scorsi ha annunciato di volere molte facce nuove ma i riconfermati potrebbero essere più numerosi di quanto inizialmente ipotizzato ed è certo che saranno recuperati vecchi professionisti della politica come, appunto, il centrista Mastella.
Scorrendo i nomi dei possibili candidati (per presentare le liste c'è tempo fino a domani) sembrano poche le sorprese rilevanti. Tra i volti nuovi del Pdl ci dovrebbero essere la giovane cantante sassarese Cristina Ravot, la giornalista Tv Rachele Restivo e Laura Comi. Ma si parla anche di una candidatura per la figlia del sottosegretario all'Emergenza rifiuti Guido Bertolaso. A parte la quasi certa esclusione di Paolo Cirino Pomicino e la conferma di Mastella, nella lista degli esclusi ci sarebbero alcune potenziali candidate che recentemente erano state al centro di roventi polemiche.
L'obiettivo del Pdl è di passare dagli attuali 28 eurodeputati a 30 (34 nella migliore delle ipotesi). Questo vuol dire che se i riconfermati saranno una ventina, le new entry saranno 10 o al massimo 14. Tra i riconfermati «sicuri» ci sono Mario Mauro (vicepresidente del Parlamento Europeo), Stefano Zappalà (ex capogruppo di Fi), Elisabetta Gardini, Giuseppe Gargani, Gabriele Albertini, Alfredo Antoniozzi. Per An sicuramente in lista ci saranno i nomi di Roberta Angelilli e Cristiana Muscardini. Tramontata l'ipotesi di far correre alcuni ministri, l'unico nome che sarà capolista in tutte le circoscrizioni sarà quello di Silvio Berlusconi.
La squadra del Cavaliere conterà più di 30 eurodeputati? Nell'attesa di conoscere il responso, Berlusconi continua a fare la spola tra Roma e L'Aquila, passando per Napoli. Ma proprio nella prefettura del capoluogo partenopeo, dove ieri si è recato per fare il punto sul funzionamemnto del termovalorizzatore di Acerra («Tutto funziona benissimo, l'inquinamento è vicino allo zero»), il presidente del consiglio ha dovuto fare i conti con una imprevista protesta. Un imprevisto che gli ha impedito di illustrare ai cronisti il risultato dell'incontro avuto pochi minuti prima con Bertolaso. «Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando», gli gridano due trentenni abruzzesi che dicono di essere venuti a Napoli per manifestare il loro disappunto. Berlusconi li guarda e va via. (g.r.)