«Pagina cupa della storia repubblicana»

REGGIO.«Quella che si è consumata nella giornata di venerdi 6 febbraio è senz'altro una delle pagine più cupe di tutta la storia repubblicana. La volgarità e l'indecenza di Silvio Berlusconi ormai non hanno più alcun freno, al punto da usare la malattia di una povera donna in coma da ormai vent'anni». Cosi Alessandro Fontanesi del Pdci di Reggio. «Berlusconi impugna la vicenda di Eluana Englaro come pretesto per attaccare in un sol colpo il capo dello Stato colpevole di non aver firmato un decreto anticostituzionale, la Costituzione definita 'bolscevica" argine ultimo alla sua bramosia di potere e la magistratura, da oltre un decennio sua nemica giurata, non ancora sufficientemente ammansita alla sue leggi. I poteri che la Costituzione gli conferisce come primo ministro non gli bastano più, l'obiettivo di Berlusconi ora è quello di arrivare al posto di Napolitano e per farlo è disposto a tutto, addirittura cavalcando le inopportune ingerenze del Vaticano. Per la personale partita di potere del primo ministro, Eluana Englaro in tutto questo è soltanto una vittima da dare in pasto all'opinione pubblica tramite la cassa di risonanza dei mezzi d'informazione complicemente piegati alla volontà del 'padrone" e del suo sempre più smisurato ed irrisolto conflitto d'interessi».
«E' diventato presidente del Consiglio per la terza volta, eppure in ormai dieci anni alla guida del governo, Berlusconi non si è mai minimamente interessato della storia di Eluana, lo ha fatto soltanto ora dopo tre gradi di sentenze della magistratura, che hanno confermato la volontà di una donna e dopo il secco no del presidente della Repubblica ad un decreto che nulla aveva a che fare con il percorso democratico che la Costituzione impone».
«Le leggi che si è costruito su misura ancora non gli permettono tutto ed allora questo diventa il momento opportuno per dare il colpo mortale alla magistratura ed aggredendo il capo dello Stato, per sferrare un vero e proprio attentato alla Costituzione. Nonostante le pronte ed ormai pietose smentite del giorno dopo, la democrazia mai come ora, sente la stretta al collo. E se ancora qualcuno dubitava che in Italia fosse in atto una riproposizione del fascismo, aveva ragione, perché quello a cui stiamo assistendo è veramente molto, molto peggio».