Accusa shock: tentato omicidio


UDINE. Tentato omicidio, una accusa shock. Polizia e carabinieri avrebbero chiesto con un rapporto inviato al procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, di sequestrare le stanze dove è ricoverata Eluana. Stamani, nel caso la Procura chiedesse il sequestro, ci sarebbe comunque la necessità di un passaggio davanti al Gip. È stata una giornata di voci e smentite su possibili blitz notturni.
È circolata anche l'ipotesi del tutto infondata di spostare la paziente dalla Quiete all'ospedale di Udine, la verità è emersa in serata: squadra mobile e carabinieri hanno chiesto di firmare un provvedimento d'urgenza per sequestrare quelle due stanze al piano terreno dove da martedi è ricoverata Eluana. L'ipotesi di reato sarebbe tentato omicidio.
Un blitz che potrebbe avere stretta connessione oltre che con i controlli dei Nas di questi giorni, anche con le parole del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, pronunciate ieri mattina: «Il tutto si sta svolgendo in una situazione irregolare perché la sentenza della Corte di appello parlava di un hospice, di una struttura sanitaria, mentre qui siamo in presenza di stanze prestate a un'equipe».
Questo dopo che la Regione aveva escluso stop e commissariamenti per la casa di riposo «La Quiete». In particolare stop all'attuazione del protocollo di interruzione della nutrizione di Eluana Englaro che da venerdi ha sospeso tutte le terapie che la tengono in vita. Erano le otto della sera, quando dal Palazzo della giunta di piazza Unità era arrivata la fumata bianca: nessun commissario ad acta sostituirà la presidente della casa di riposo, Ines Domenicali. E questo perché non ci sono condizioni per farlo. Né un bilancio in rosso, né un ritardo nella sua presentazione.
Per ora c'è di sicuro quello che la Regione farà: inviare un ispettore dell'Azienda sanitaria 4, l'ennesimo, a controllare ciò che «La Quiete» ha fatto e certificato. Sempre con il supporto del distretto sanitario e dell'Azienda stessa. Una nuova verifica, che sembra sgombrare i dubbi sulla legittimità del ricovero di Eluana. E un appello, dal presidente Tondo, a papà Beppino. Un appello perché rifletta sulla possibilità di sospendere autonomamente il protocollo su Eluana in attesa che il Parlamento vari una legge ad hoc.
La decisione di non stoppare era arrivata in serata, dunque, dopo una giornata di telefonate e incontri. Giornata culminata subito dopo mezzogiorno con il colloquio fra il governatore Renzo Tondo e il premier Silvio Berlusconi, entrambi ieri a Mestre per l'inaugurazione del Passante.
Li anche il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, veneto e da sempre contrario allo stop dell'alimentazione di Eluana. Due colloqui, anche coi ministri Altero Matteoli e Renato Brunetta. E da Mestre, poi, la partenza a razzo di Tondo con meta Trieste dove era stato nel frattempo convocato d'urgenza un vertice sul caso Englaro.
Tondo - da sempre sostenitore della linea della non interferenza - dà un sostanziale via libera alla procedura per lo stop all'alimentazione di Eluana, ma politicamente sposa la posizione del Cavaliere.

Tommaso Cerno