19 gennaio 2009 —
pagina 29
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Sport
VENEZIA. «Dopo un gran primo tempo, lenergia è cominciata a calare, e Venezia piano piano ci ha superato per intesità ed energia. Abbiamo commesso troppi errori nella ripresa, in particolare le palle perse ci sono costate moltissimo. E vero, ci è mancata un po di energia, ma dovevamo gestire meglio la situazione». Questa lefficace sintesi del dramma in due atti andato in scena ieri sera al Pala Talliericio. Protagonista una Trenkwalder quasi troppo bella per essere vera nel primo tempo, encomiabile ed eroica per come ha cercato di resistere al ritorno rabbioso della Reyer nella ripresa, ma costretta a soccombere allesuberanza e alla maggior energia della sua avversaria. Cosa resta di questa emozionante sfida? Due punti buttati o una grande prova dorgoglio e forza nonostante linclemenza degli dei del basket.
«Eravamo venuti qui per vincere - prosegue Franco Marcelletti - e per come si erano messe le cose avremmo dovuto gestire le meglio la seconda parte di gara».
La principale imputata della sconfitta è la stanchezza? «Certo, nel finale ci è mancata lucidità ed energia, ma sapevamo di avere gli uomini contati. Tra laltro anche tra i presenti non tutti erano al meglio. Heinrich e Smith hanno avuto alcuni problemi di stomaco e questo li ha condizionati».
Quanto hanno contato i problemi di falli? «Young ha commesso due falli subito che lo hanno condizionato per tutta la gara. Anche Maestrello, Heinrich e Carra sono arrivati a tre falli presto. Però gli errori che ci sono costati la partita sono altri».
A cosa si riferisce? «Troppe palle perse. Il più delle volte non erano nemmeno forzate. Loro hanno potuto avvantagguarsi dei nostri errori per sfruttare il contropiede e segnare canestri facili, il che li ha galvanizzati e gli ha permesso di ritrovare fiducia, e con quella la precisione e il coraggio. Bisognava prestare maggiore attenzione».
Con Fultz a dar manforte in regia si sarebbero potuti evitare questi turnover?
«Con Robert avremmo avuto maggiori energie e probabilmente maggiore lucidità. Nel terzo quarto ho visto Carra boccheggiare, si capiva che non ce la faceva quasi, ma purtroppo non cerano energie di riserva».
Quanto merito ha la Reyer nella sua rimonta? «Venezia - conclude il coach reggiano - è stata più intensa e attenta di noi nella ripresa, ha migliorato la sua difesa, ha pressato ed è stata abile nello sfruttare i contropiedi ed i canestri veloci».
Significativa la risposta del coach Reyer
Bizzozi alla stessa domanda.
«Penso che dopo tanti anni lontana dal basket che conta - ha affermato al termine della vittoriosa gara - Venezia stasera abbia potuto assistere ad un capolavoro: quello compiuto da Reggio nel primo tempo. Una difesa incredibile nonostante gli uomini contati, e solo nel finale la sua squadra ha ceduto. Bravi i miei ragazzi, ma tutto lonore e il rispetto vanno alla Trenkwalder».
Daniele Valisena