14 ottobre 2008 —
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sezione: Attualità
MILANO. Più 11,49% a Milano. Più 11,08% il Dow Jones e più 11,81% il Nasdaq. Rialzi record, ieri, in tutte le piazze finanziarie del mondo. Fortissimi gli acquisti un po su tutti i titoli, dai bancari (bastonati pesantemente per tutta la settimana scorsa), ai petroliferi, ai telefonici, agli industriali. Nel complesso, soltanto le Borse europee hanno recuperato 481 miliardi di euro contro i 400 miliardi andati in fumo nella giornata di venerdì. Il saldo, rispetto alle scorse settimane è ancora largamente negativo, ma cè speranza per una ripresa.
Quando deciso sabato dal G7 a Washington e domenica a Parigi dai capi di governo dellEurogruppo ha convinto i mercati e, dopo le violenti ondate di vendite, sono tornati gli acquisti (altrettanto violenti). Lidea più frequente fra gli investitori è che le banche potranno riprendere fiato, dopo la stretta creditizia dovuta alla crisi dei mutui divampata negli Usa. «E se le banche riprenderanno a prestare denaro, allora leconomia potrà riprendesi più in fretta», diceva ieri un operatore, lasciando così intendere che la recessione ormai è presente e che ci vorranno mesi per uscire davvero dal tunnel. Intanto, dopo giorni di tempesta, è tornato un bel po di sereno e laugurio è che il sole possa durare. «E ancora presto per poter parlare di un ritorno di fiducia sui mercati - dice un trader - perchè la situazione, fondamentalmente, non è cambiata e abbiamo sempre a che fare con la recessione».
Nelle sale operative si parla anche di reazione fisiologica dopo le forti perdite della scorsa settimana, ma resta il fatto che il clima è più disteso. Un grande contributo al rialzo viene, senzaltro, dagli acquisti di chi aveva posizioni al ribasso. «I venditori della scorsa settimana - spiegano nella sala operativa di una grande banca - ora sono intenti a comprare». Difficile dire chi ci abbia guadagnato. I titoli delle banche, per esempio, fino a venerdì venivano gettati alle ortiche «perchè hanno troppi debiti, perchè rischiano di saltare e perchè hanno fatto troppi pasticci». E ieri sono stati comprati a piene mani «perchè i governi hanno garantito liquidità fino a tutto il 2009». La Borsa è così, a Milano come a Hong Kong, a Londra come a New York.
In testa ai rialzi, in Piazza Affari, il Banco Popolare (+16,23%) e la Popolare di Milano (+17%), ma hanno preso il volo anche IntesaSanPaolo (+15,79%) e Unicredit (+11,34%). LEni veniva venduta «perchè con la crisi andremo tutti a piedi», ma ieri il petrolio è risalito a 80,84 dollari al barile (+4,05% su venerdì) e anche il titolo del cane a sei zampe (+12,12%), così come Enel (+18%) che solo venerdì «era piena di debiti». Fra gli energetici spiccano anche A2A (+13,4%), Tenaris (+12,95%) e Saipem (+12,6%).
Un discorso a parte merita Fiat (+12,37%) che la settimna scorsa «non vendeva più unautomobile». Il settore auto, in particolare, è galvanizzato dal possibile matrimonio, negli Stati Uniti, fra General Motors (ieri +32%) e Chrysler (+19%). Comprate anche le Ford (+25%) che solo venerdì era in ballo per portare i libri in tribunale. Infatti il commento di Marchionne non si è fatto attendere: «Il valore dei titoli? Sono come numeri del lotto». Lamministratore delegato di Fiat, poi, ha spiegato che a settembre, in Europa, le vendite sono andate meglio dellanno scorso.
Forti acquisti anche su Telecom (+14,3%) e su Fastweb (+12,3%) mentre restano sottotono le Generali (+4,6%) che avevano sofferto meno la settimana scorsa.
Le altre Borse. Chiusa Tokio per festività, gli acquisti a pioggia hanno interessato Hong Kong (+10%) e Sidney (+5,5%). In Europa, Londra risale dell8,26%, Parigi dell11,18%, Francoforte dell1,40%, Madrid del 10,65% e Zurigo dell11,39%. Volano anche Città del Messico (+5,41%) e San Paolo (+10,41%). Da segnalare il volo di Morgan Stanley dopo lingresso nel suo capitale di Mitsubishi Financial Group, di Credit Suisse (+27,9%), di Ubs (+12,35%) dellolandese Ing (+27,21%).