ARCHIVIO la Gazzetta di Reggio dal 2003

Rave party abusivo, già denunciati 296 giovani

 GUASTALLA. Prima svolta nelle indagini per il rave party abusivo che si è svolto nella golena di Guastalla tra il 9 e l’11 agosto, che ha portato oltre quattromila persone sulle rive del Po e che, tra droga e musica techno, è andato avanti 48 ore ininterrotte, culminando con la morte di Juri Benassi, travolto in scooter da un’auto condotta da un giovane che usciva dalla festa. Gli agenti della Digos di Reggio, oltre agli otto organizzatori del rave (sette francesi e un cecoslovacco appartenenti al gruppo denominato “Trakkas”), hanno denunciato 296 giovani, fra i quali 21 minorenni.
 Dopo la chiusura forzata del rave party e lo sgombero dell’area golenale, avvenuti la mattina dell’11 agosto, i poliziotti della questura di Reggio - insieme ai carabinieri e agli agenti della Municipale - avevano identificato centinaia e centinaia di giovani che si allontanavano dall’area della festa.
 Gli uomini della Digos, guidati da Lucio Di Cicco e coordinati dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, al termine dello sgombero avevano anche sequestrato cinque auto e fatto cinque multe per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti.
 La questura aveva anche annunciato l’arrivo di 800 sanzioni amministrative (per divieto di accesso in area golenale) e sequestrato 56 casse acustiche di grandi dimensioni, venti casse audio, impianti di luci e un gruppo elettrogeno, tuttora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
 Gli organizzatori del rave erano subito stati accompagnati in questura a Reggio e denunciati per invasione di terreni o edifici, danneggiamento e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento. I ragazzi del gruppo “Trakkas”, molto conosciuto nell’ambiente dei rave, avevano raccontato agli investigatori che da anni sono tra i promotori - grazie al tam tam su internet - di eventi come quello che è andato in scena a Guastalla nell’agosto scorso. Di feste abusive simili ne avevano già organizzate in mezza Europa.
 Non da mezza Europa, ma sicuramente da tutta Italia erano arrivate le migliaia di giovani che avevano invaso l’area protetta della golena del Po, dove finora sono già stati raccolti oltre quaranta quintali di rifiuti abbandonati dai protagonisti di quel rave. Tra i primi 296 giovani denunciati, infatti, tutti denunciati per invasione di terreni e danneggiamento, ci sono ragazzi di ogni estrazione sociale, provenienti dalle province di Alessandria, Aosta, Bari, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Caserta, Cremona, Como, Cosenza, Cuneo, Firenze, Frosinone, Genova, Grosseto, Lecco, Livorno, Lodi, Luca, Mantova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro, Piacenza, Pisa, Pistoia, Prato, Ragusa, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Torino, Trento, Treviso, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza e Udine.
 L’obiettivo della polizia è capire anche chi abbia personalmente portato la droga all’interno della golena del Po.