Il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni, e il presidente della Regione Puglia - oltre che candidato alla segreteria del Prc - Nicki Vendola, ieri hanno partecipato insieme alla chiusura della tre giorni di Festa nazionale dei partigiani organizzata dallAnpi, che ha celebrato a Gattatico nella casa-museo dei fratelli Cervi la sua prima edizione. Veltroni e Vendola hanno partecipato alla manifestazione conclusiva, ricordando insieme i valori della Resistenza. Con loro sul palco anche Armando Cossutta e don Luigi Ciotti. «Questo luogo - ha detto Veltroni - è importante per lItalia, perché sette fratelli decisero, insieme a molti altri, che la libertà di tutti era più importante della propria vita personale. E giusto ricordare tutte le vittime, ma bisogna anche ricordare che cera chi aveva ragione e chi aveva torto, chi ha tolto la libertà e chi lha restituita. Per questo ricordo e memoria sono importanti». Ma i valori della Resistenza devono essere un insegnamento per lItalia di oggi anche secondo Vendola. «Se il passato è un blob dove si mescolano vittime e carnefici - ha detto il governatore della Puglia - torniamo allinizio, con il rischio che tornino altri roghi ed altre cacce alluomo».
«Anche in Italia - ha detto ancora Vendola - cè il rischio di una deriva, quella mafia delle parole che ha già alimentato altre culture reazionarie dando vita al fascismo. Contro questa possibilità è indispensabile fare un fronte largo e comune».
E dunque, chi sperava in un successo si è dovuto ricredere. E stato un grande e, se volete, anche commovente successo. Ieri quasi 50 pullman, sabato 25 e poi in auto, in moto, in treno. Da mezza Italia migliaia di persone sono arrivate per invadere il «cortile» del museo Cervi, dove il divertimento e lodore delle salsicce alla brace si sono mescolati con la storia, la cultura, la riflessione.
I GIOVANI. «Dire che siamo soddisfatti è poco, essere venuti qui vuol dire non solo rendere omaggio a chi tanti anni fa ha combattuto per la libertà, ma portarne avanti gli ideali di democrazia e giustizia». Così Paolo Papotti uno dei ragazzi dellorganizzazione. Sì perchè lidea è venuta ai «giovani partigiani» dellAnpi di Reggio Emilia, Parma, Rimini, Venezia, Lodi e Treviso. O meglio, ai giovani «antifascisti» perchè è con questa dizione che tutti si possono ora iscrivere allAnpi.
ALTRE RESISTENZE. Una festa quella appena conclusa al Cervi nel segno anche della Resistenza «allargata», come la «Resistenza contro le mafie» ribadita da uno striscione allingresso e da uno dei laboratori con la partecipazione di Rita Borsellino.
LE PARTIGIANE. Fra i tanti appuntamenti che si sono svolti, da segnalare lincontro di ieri mattina in una stracolma sala Genoeffa Cocconi, con le partigiane: ricordi, emozioni, battute, risate e tanti applausi. Una per tutte, Giacomina Castelli di Quattro Castella, che ha ricordato quanod i fascisti vennero a casa a portare via con la forza il fratello e poi la gioia del 25 luglio 43 la caduta del regime: «Presi un bastone, ci legai un pezzo di stoffa rossa e poi con tre amiche andammo a piedi a Reggio. Tornammo a sera e lungo la sera non si smise mai di cantare».
IL TEST. «La scelta di allestire la prima festa nazionale dellAnpi al museo Cervi ha avuto un grande significato simbolico - sottolinea Paola Varesi direttrice del museo - e rientra nella nostra progettualità che da sempre fa di questa struttura non solo un prezioso scrigno di storia e cultura contadina, ma un luogo vivo e frequentato, un vero laboratorio multimediale di conoscenza e formazione per le nuove generazioni. Questa festa - prosegue - alla quale abbiamo aderito con entusiasmo, è stata anche un importante test per verificare le potenzialità di accoglienza che ormai non solo il museo ma lintera area intorno ci consente e che proprio di recente si è arricchita con il nuovo spazio che accoglie la biblioteca e larchivio Emilio Sereni». (a.m.)