Hatz sarà il cicerone degli azzurri ma ha ancora il granata nel cuore

REGGIO.La Nazionale italiana di calcio che parteciperà agli Europei sarà accolta in Austria da un ex calciatore della Reggiana Michael Hatz.
L'ex difensore del Rapid Vienna parla piuttosto bene la nostra lingua e soprattutto nutre verso il nostro Paese una grande ammirazione che si trasforma addirittura in profondo affetto quando gli capita di parlare della nostra città.
«A Reggio Emilia mi volle Franco Dal Cin - spiega Hatz che adesso in Austria è a capo di una Scuola calcio - perché aveva bisogno di un rinforzo nelle retrovie. Ho quindi giocato sia da terzino destro che da difensore centrale. Venivo dal Rapid e fui subito conquistato dal modulo di gioco ma soprattutto dalla vostra calda ospitalità».
Un'accoglienza che ora l'atleta austriaco vuole ricambiare agli azzurri durante la sosta allo Schloss Weikersdorf Hotel di Baden, città prescelta dai detentori del titolo mondiale per la fase iniziale degli Europei. L'Uefa Euro 2008, che si svolgerà dal 7 al 29 giugno, si articolerà su vari campi sia della Svizzera che dell'Austria. In quest'ultima nazione gli stadi dedicati sono quelli di Vienna, Klagenfurt, Salisburgo e Innsbruck. L'attesa in queste zone è già altissima e l'entusiasmo è destinato a crescere con l'avvicinarsi dell'appuntamento. Nell'attesa Hatz, che sarà accompagnatore ufficiale della nostra squadra, torna volentieri ai ricordi della sua esperienza italiana. «Era il campionato 1966/67 - racconta - e purtroppo retrocedemmo dalla B alla C. In panchina c'era inizialmente Lucescu che poi lasciò il posto a Oddo. A fine stagione venni ceduto a Lecce dove vissi, con Prandelli, un torneo molto tribolato. Tanto che, nell'estate del 1998, decisi di fare rientro in Austria per concludere a 35 anni, due anni fa, la mia carriera di calciatore, naturalmente nel Rapid».
E Reggio Emilia?
«Allo stadio Giglio giocavo insieme a Simutenkov ma nelle fasi di riposo ero a contatto soprattutto con il simpaticissimo Marco Ballotta. Ed era sempre un piacere entrare in quell'impianto dove credo di aver fatto tutto il possibile per evitare la retrocessione che ci puni oltre i nostri demeriti. Ricordo che pareggiavamo sempre e raramente riuscivamo a vincere».
Gli episodi più belli?
«Uno - precisa Michael Hatz - è di carattere sportivo, vale a dire il gol che riuscii a realizzare a Cagliari e ci valse l'ennesimo pareggio, ma in campo esterno. Qualcuno volle attribuire la rete a Pancaro dicendo che aveva toccato la palla, ma il tiro era mio e credo proprio che mi spetti quel riconoscimento. Fra l'altro, per l'emozione, mi sfilai la maglia dalla testa. Rammento che Andrea Crotti, il magazziniere, mi disse di non farlo più perchè ai tifosi era un gesto poco gradito dato che era abituale a Ravanelli che, proprio in quei mesi, aveva lasciato la Reggiana».
E l'altro ricordo?
«Questo è ancora più importante perchè proprio a Reggio, dove mi ero trasferito con la moglie, è nata mia figlia Julia, il 19 marzo 1977. Crescendo mi ha chiesto più volte di visitare il luogo in cui era nata. Ragion per cui, nell'estate del 2007 quando mia figlia ha compiuto dieci anni, sono tornato a Reggio e la società, molto gentilmente, mi ha consentito di entrare sul terreno di gioco, con la mia famiglia. Debbo ammettere che forse mi emozionai ancora di più di quando ci avevo giocato. Ora capite perchè accompagnare la squadra dell'Italia in Austria per me non sarà solo un lavoro, ma un autentico piacere».