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Antonio Guidetti, «Paperone» della Provincia

  Il più ricco risulta essere Claudio Guidetti, consigliere provinciale di Forza Italia, che dichiara di avere percepito nel 2006 un reddito imponibile di 128.331 euro, il più povero Luigi Fioroni, consigliere del Partito Democratico, che denuncia un imponibile assolutamente nullo. Fra questi due estremi si collocano gli altri diciotto consiglieri e i dodici membri della Giunta che governa la Provincia.
 Si va, almeno sulla carta, da una felice agiatezza a una preoccupante indigenza. E’ una gamma economica molto variegata. Quasi tutti i ceti sociali sembrano rappresentati sui banchi di palazzo Allende, stando ai cespiti dichiarati dagli amministratori pubblici sulla base della legge che impone loro di comunicare agli elettori e all’opinione pubblica quanto guadagnato anno per anno. Lo si desume dalle cifre rese note, che comprendono sia i compensi per l’attività politica pagati dall’amministrazione provinciale, sia gli altri redditi di diversa natura, per esempio da lavoro, d’impresa o da fabbricati. Soltanto i membri della Giunta hanno percepito dall’ente locale un compenso fisso. Si tratta dell’indennità di funzione, che è ammontata nel 2006 a 42.636 euro lordi per ciascun assessore, esclusi Alfredo Gennari, Giuliana Motti e Giuliano Spaggiari, che l’hanno incassata nella misura ridotta di 21.318 euro. In quanto ai consiglieri, spettava il gettone di presenza di 65,70 euro lordi per ogni seduta del consiglio o di una commissione. In totale sotto questa voce la Provincia ha elargito 107.857 euro, pari a una media di 3.719 euro lordi per ogni consigliere. Sulla base della finanziaria 2006 ora tutti questi importi sono ridotti del dieci per cento.
 La legge invita gli amministratori ad allegare anche i redditi imponibili dei familiari. Questi, però, si sono rifiutati quasi tutti di dichiararli. Fanno eccezione, lodevolmente, i coniugi di Spaggiari e del consigliere Giuseppe Domenichini, nonchè la figlia di Tarcisio Zobbi.
 Nella Giunta il Paperon de’ Paperoni è il vicepresidente Pierluigi Saccardi, titolare di un imponibile di 121.402 euro, di cui 62.274 da lavoro dipendente e 57.964 da impresa. Lo segue, con 77.928 euro, l’assessore alla cultura Giuliana Motti. Nei piani alti troviamo anche la presidente Sonia Masini, con 74.644 euro. Loredana Dolci, assessore alle risorse umane ed economico-finanziarie, ne ha denunciati 67.693, di cui quasi 18mila da redditi di partecipazione in società. Giuliano Spaggiari, assessore alle infrastrutture, dichiara soltanto 24.500 euro, di cui 2.916 da fabbricati.
 Fra i consiglieri prevale, stando alle cifre, il proletariato. L’unico capitalista sembra essere Claudio Guidetti di Forza Italia, con un reddito lordo da impresa di 135.793 euro. Si distingue anche Giuseppe Pagliani di Alleanza Nazionale, il cui imponibile di 71.584 euro deriva in larga misura da lavoro autonomo (62mila euro) e da fabbricati (7mila). Anche Tarcisio Zobbi dell’Udc ricava dai proventi da impresa buona parte dei suoi 69.328 euro. Lo segue, con 53.776 euro, Enrico Sacchi del Partito Democratico, che ha incassato soprattutto redditi da partecipazione.
 I più poveri, con meno di 13mila euro, risultano essere Angelo Paterlini del Pd, Stefano Tombari della Lega Nord, Alessio Mammi del Pd (7.631), Ruggero Manzotti di Rifondazione (2.873) e Fioroni, che azzera il totale superando ampiamente con gli oneri deducibili il reddito da lavoro di 5.168 euro. (l.s.)