«Sugli aiuti umanitari l'Italia ha barato»

ROMA. Bene solo la Germania. Male, anzi malissimo Francia e Italia. Bono, voce degli U2 e da molto tempo anche dei paesi in via di sviluppo, è durissimo nei confronti di Roma e Parigi. Al punto che il cantante ha accusato i due paesi di aver «imbrogliato» intere popolazioni promettendo, nel corso del G8 svoltosi in Germania, aiuti economici che non sarebbero mai stati erogati. E questo, ha detto Bono al quotidiano tedesco «Sueddeutsche Zeitung», è male, anzi è «inammissibile».
«E' già brutto abbastanza quando i politici non mantengono le promesse fatte agli elettori - ha spiegato il leader degli U2 -. Quando però lo fanno con i più poveri del mondo, significa che migliaia di persone moriranno. Soprattutto gli italiani - ha poi accusato Bono - non hanno mantenuto nessuna delle promesse fatte». Un j'accuse che in serata provoca la risposta risentita di Palazzo Chigi. «I finanziamenti promessi ci sono tutti - dicono ambienti vicini a Prodi - sono previsti nella Finanziaria da poco approvata. Evidentemente Bono non conosce i meccanismi delle leggi di bilancio».
Sono parole amare quelle pronunciate dalla rockstar. Da anni il cantante si impegna insieme al collega Bob Gendolf e a numerose organizzazioni umanitarie nel cercare fondi necessari per aiutare i paesi più poveri a svilupparsi e a combattere l'Aids, la tubercolosi e la malaria, le tre epidemie del secolo che ogni anno mietono decine di migliaia vittime soprattutto in Africa. Un impegno confermato nel giugno scorso a Heiligendamm, la località tedesca sul Baltico in cui si è tenuto il vertice degli otto paesi più ricchi del mondo. In quell'occasione Bono fece una serie di incontri a quattr'occhi oltre che con la padrona di casa, la cancelliera Angela Merkel, con il presidente Usa George W. Bush, quello francese Nicolas Sarkozy e il premier italiano Romano Prodi per chiedere ancora una volta un maggiore impegno economico. Non riuscendo però sempre ad avere l'attenzione sperata. «Uno di essi si è addormentato mentre stavo parlando», ha detto infatti Bono senza fare nomi.
Il vertice di Heiligendamm si chiuse comunque con una serie di promesse. In particolare, gli 8 assunsero l'impegno a erogare entro il 2010 60 miliardi di dollari al Fondo globale per la lotta alle tre epidemie riconfermando inoltre gli impegni presi nel 2005 durante il vertice di Gleeneagles, in Gran Bretagna, a raddoppiare a 50 miliardi di dollari - sempre entro il 2010 - il totale degli aiuti destinati ai paesi più poveri, oltre il 50% dei quali per il continente africano.
Ma sarebbe stato proprio il comportamento tenuto dall'Italia a bruciare in modo particolare al leader degli U2. Al termine del vertice, infatti, fu direttamente Prodi in una conferenza stampa a quantificare l'impegno assunto da Roma, annunciando di voler versare al Fondo globale 260 milioni di euro (20 per saldare quanto non versato dal governo Berlusconi, più 120 milioni per il 2006 e altrettanti per il 2007). A questi si sarebbero dovuti aggiungere altri 400 milioni di euro, da stanziare nella Finanziaria attuale, per la lotta a Aids, tubercolosi e malaria.