Napolitano: la moratoria è soltanto l'inizio

ROMA.«La battaglia per la moratoria sulla pena di morte non è per noi un punto di arrivo, ma una base di partenza», ha detto Giorgio Napolitano al Corpo Diplomatico riunito al Quirinale per lo scambio di auguri di fine anno. Questa campagna, ha aggiunto, riflette la profonda convinzione che c'è anche «una dimensione etica nella nostra politica estera», che democrazia e rispetto della persona umana siano «assi portanti di un ordine internazionale giusto e stabile» e che questi valori «debbano accomunare» popoli e continenti.
Il presidente della Repubblica ha rivendicato con legittimo orgoglio il ruolo dell'Italia nel successo storico del voto alle Nazioni Unite e, nel confermare gli impegni internazionali dell'Italia e la fedeltà ai «pilastri» della nostra politica estera, ha sottolineato il valore bipartisan delle sue affermazioni: «Il nostro impegno, ne sono certo, esprime quel che può unire e unisce le forze rappresentative di entrambi gli schieramenti politici senza divisioni di parte».
Un'affermazione che Napolitano ha avuto modo di fare, senza essere contraddetto, già una settimana fa a Washington, di fronte a Bush, durante la visita alla Casa Bianca, che ha segnato un successo suo personale e una affermazione di prestigio della nostra diplomazia.
La consapevolezza di questo prestigio ha dato respiro al discorso di quest'anno agli ambasciatori accreditati in Italia. «Intendiamo portare all'Onu il nostro contributo di idee e di azioni per la pace e la stabilità», ha detto Napolitano a proposito del ruolo dell'Italia nel Consiglio di sicurezza.