Berlusconi: vogliono sabotare il dialogo


ROMA. «Vogliono sabotare il dialogo sulle riforme». Silvio Berlusconi, indagato per corruzione dai magistrati di Napoli, scarica la sua ira su 'Repubblica", colpevole di aver anticipato sia l'inchiesta di Napoli che l'intreccio tra Rai e Mediaset, difende la trattativa con Veltroni sulle legge elettorale, ma lancia un avvertimento chiaro. Il Cavaliere è furioso e attacca a tutto campo.
Chiede un intervento del ministero della Giustizia, parla di «emergenza democratica», di «grande Fratello» e vede un paese «malato» dove «non c'è più libertà» e in cui chiunque può essere messo «sotto ricatto, spiato, intercettato».
Nel lungo sfogo-denuncia, che avviene davanti ai giovani dei circoli di Marcello Dell'Utri, il leader del Popolo della Libertà non parla di servizi deviati ma di «alcune persone» che operano «al di là di comportamenti costituzionalmente corretti».
Ma è sull'apertura del fascicolo della Procura napoletana e sulle anticipazioni del quotidiano diretto da Ezio Mauro che Berlusconi scarica tutta la sua rabbia: «Quando un organo di stampa interviene sulle conversazioni tra dirigenti Rai e Mediaset assolutamente normali, anzi dovute, e si usa questa ultima vicenda, credo che ci sia una voglia chiara di sabotare quell'accordo di buonsenso che sta per nascere tra due parti che finora si sono guardate con molta diffidenza e che adesso dimostrano la volontà di cambiare le cose». Nell'attesa di vedere quali effetti avranno le sue denunce nel dibattito sulla riforma del voto, il Cavaliere assicura che tra lui e Veltroni c'è un accordo alla luce del sole («Non c'è nulla di oscuro») e propone ai suoi (ex) alleati un vertice da tenersi subito dopo quello fissato da Prodi per il 10 gennaio.
La prospettiva, però, non entusiasma Gianfranco Fini che torna anzi a colpire il Cavaliere sotto la cintura. L'occasione è offerta da quel che Berlusconi dice in mattinata a proposito della leadership nel centrodestra e cioè che lui non pensa minimamente a fare un passo indietro: «Fino a quando non ci sarà qualcuno a cui poter passare il testimone io resterò. Sono disposto a morire per una giusta causa anche se ci sono certi alleati che sperano nel generale vecchiaia affinché io possa mettermi da parte». Generale vecchiaia? «Berlusconi», ribatte Fini, «dica a chi si riferisce...».
Ma le punture di spillo per il Cavaliere non vengono solo dal centrodestra. Clemente Mastella assicura che risponderà alla lettera di Berlusconi ma fa notare che quando al centro delle intercettazioni si è trovato lui (per l'inchiesta aperta da De Magistris) e sono stati pubblicati stralci di conversazioni, «non ha visto lo stesso entusiasmo e le stesse richieste di intervento come quelle di oggi».
«Anch'io» ricorda il Guardasigilli «sono finito sui giornali, in particolare su quelli di Berlusconi. Allora chiedo al Cavaliere se secondo lui i giudici sono rossi, biancorossi o rossoneri?». Tra i poli sale la tensione e mentre la sinistra radicale, con il verde Bonelli, chiede che si faccia «subito» una legge sul conflitto di interessi e Pino Sgobio (Pdci) chiede uno stop agli attacchi contro la magistratura, per il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, l'inchiesta di Napoli dimostra che continua a da esistere il problema «dell'armata rossa di una certa magistratura».

Gabriele Rizzardi