Altri due morti sul lavoro a Milano e Roma

MILANO. Ancora morti sul lavoro: due operai edili hanno perso la vita a Milano e a Roma. Antonio Piromalli, 57 anni, è caduto dal quinto piano, nella Città Studi del capoluogo lombardo. Lavorava come piastrellista per conto della «Urbedil», una ditta privata impegnata nella ristrutturazione di un edificio in via Amadeo.
L'operaio era su un abbaino, ha perso l'equilibrio precipitando da circa quindici metri di altezza. E' morto sul colpo. Una decina di colleghi di Piromalli sono stati ascoltati dalla polizia e il cortile dove è avvenuto il tragico incidente è stato recintato e messo sotto sequestro.
«Mio padre era solo, quando è caduto nessuno se n'è accorto», ha detto Vincenzo Piromalli, figlio della vittima. Secondo il ragazzo suo padre stava lavorando sul tetto reso scivoloso dal ghiaccio e avrebbe perso l'equilibrio. L'operaio non aveva alcuna imbragatura di sicurezza. «Voglio solo sapere il motivo della morte di mio padre e perché i soccorsi sono arrivati tardi».
«Non si capisce perché l'operaio fosse sul balcone», ha detto Tiziana Vai, medico del lavoro, «essendo piastrellista doveva infatti svolgere lavori all'interno dell'appartamento e non all'esterno. Forse si stava preparando a lavorare ed è scivolato». Ma Franco De Alessandri, segretario della Fillea Cgil, non vuol sentir parlare di fatalità: «Negli incidenti c'è sempre qualcosa che non funziona e dipende da come l'azienda attrezza i luoghi del lavoro».
L'altro drammatico incidente è successo a Torvajanica, sul litorale vicino a Roma. Un giovane operaio romeno, Lazar Costel, 29 anni, è morto cadendo da un'impalcatura alta circa sei metri. Lazar è stato immediatamete soccorso ma tutti i tentativi di salvarlo sono stati vani. Era al lavoro in un cantiere edile in via Lerici, dove una ditta di Pomezia sta realizzando delle palazzine. Un altro operaio nell'ottobre 2006 aveva perso la vita proprio nello stesso cantiere. Il titolare dell'impresa all'epoca era stato denunciato per omicido colposo e violazione delle norme di sicurezza. L'azienda non avrebbe dovuto avere l'autorizzazione per procedere proprio per la morte dell'operaio avvenuta l'anno scorso.
Drammatici i dati degli incidenti sul lavoro nel settore dell'edilizia: quasi 4.800 morti e oltre 116.000 invalidi permanenti el quinquennio dal 2002 al 2006. I numeri sono stati presentati dai sindacati Feneal, Filca e Fillea che hanno basato le loro elaborazioni sul rapporto Inail del 2006.
Oggi si terranno i funerali degli operai morti alla Thyssen-Krupp di Torino. Saranno presenti il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, in rappresentanza del governo, e il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Stamattina i negozi torinesi spegneranno le luci e abbasseranno le serrante mentre le bandiere listate a lutto saranno poste in tutti gli stabilimenti della Thyssen-Krupp. Alla cerimonia interverranno pure i rappresentanti dell'azienda e della casa madre tedesca.