Morti bianche, Prodi alle imprese: «Avete gravi responsabilità»

ROMA. Emergenza nazionale. Ormai le morti sul lavoro sono diventate una priorità e un'urgenza anche nell'agenda del governo. Lo dice il presidente del consiglio Prodi dopo l'incendio nella ThyssenKrupp, dove nella notte tra mercoledi e giovedi sette operai si sono trasformate in torce umane, quattro morti subito e tre in agonia.
Il premier, che si trova a Lisbona al vertice Ue-Africa, ha convenuto con il ministro della Solidarietà Sociale Ferrero che si può pensare anche a un consiglio dei ministri straordinario. Secondo il premier, non sono le leggi a essere carenti, ma i controlli. Sempre a Lisbona Prodi è stato raggiunto da una telefonata del presidente della Confindustria Luca di Montezemolo che si è detto disponibile a un incontro urgente sulle morti bianche. «Tragedie come quelle di Torino» ha detto Montezemolo «sono per me semplicemente inaccettabili» e ha aggiunto che bisogna fare un incontro urgente anche con i sindacati «per unire gli sforzi verso un obiettivo, la sicurezza di chi lavora, che è comune a tutti». Telefonata molto opportuna perchè il presidente del consiglio aveva già denunciato la responsabilità degli imprenditori. «Troppo spesso» ha proseguito «la logica del profitto mette in secondo piano il rispetto della persona umana prima ancora che i diritti dei lavoratori. Non si può morire di lavoro in un luogo dove tra l'altro si combatteva per non perdere il lavoro. L'azienda deve chiarire senza reticenza alcuna. Due ministri sono impegnati per far luce, insieme alle autorità competenti, su quanto è accaduto e noi vogliamo che quella luce sia totale e rapida». Secondo indiscrezioni, vengono contestati l'omicidio colposo, le lesioni colpose e il disastro colposo.
I sindacati potrebbero costituirsi parte civile, già nella fase istruttoria dell'inchiesta per l'incendio. Lunedi i sindacati istituiranno un conto corrente per raccogliere fondi da destinare alle famiglie delle vittime. I sindacati ribadiscono la loro richiesta che lo stabilimento torinese «non riprenda a lavorare» e sollecitano «una campagna di ispezioni e vigilanza in materia di sicurezza che coinvolga tutto il sistema industriale piemontese, comprese quelle realtà in apparenza meno esposte ai rischi». Sempre domani i metalmeccanici sciopereranno otto ore, mentre le confederazioni hanno proclamato due ore di astensione dal lavoro. Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil, si dichiara da New York «senza parole», perchè «se sviluppo e integrazione globale vanno nella direzione in cui le regole si allentano viene meno la funzione regolatrice e cade il possibile ruolo di azione sindacale».
Tutto il mondo politico, soprattutto della sinistra, polemizza con quello che è accaduto. «Ci vogliono punizioni esemplari contro i responsabili delle morti sul lavoro» tuona il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. Per il capogruppo dell'IDV Massimo Donadi «gli ispettori del lavoro non hanno nemmeno i mezzi adeguati per le indagini». Il vicepresidente del Senato Gavino Angius, esponente del partito socialista, insiste che le norme ci sono, ma «vanno rafforzati i controlli senza preavviso per verificare la sicurezza nei luoghi di lavoro».
Intanto in Campania gli addetti di molti settori ritarderanno l'inizio del loro turno di qualche minuto in segno di lutto. A Cassino stasera ci sarà una veglia funebre accanto alla salma di Paolino Scaccia, il meccanico di 58 anni morto nel piazzale dello stabilimento Fiat mentre riparava una bisarca.