Veltroni contro Bertinotti


ROMA.Resta altissima la tensione tra Rifondazione comunista e Romano Prodi. Il partito di Bertinotti respinge l'appello del premier al senso di responsabilità della coalizione e gli chiede di smentire le accuse del sottosegretario Enrico Micheli contro la terza carica dello Repubblica, liquidata come 'politico con scarso senso dello Stato" dopo l'intervista a Repubblica sul fallimento dell'esecutivo. Una tesi ripresa dal segretario Franco Giordano che dà il benservito al professore: «Oggi il presidente del consiglio non è più in grado di svolgere il ruolo di garante dell'Unione», dice.
A nulla sono valse le parole di Prodi che, malgrado la situazione di precrisi, continua ad ostentare sicurezza: «Non sono preoccupato», assicura il professore. «Non facciamoci del male da soli, non si va da nessuna parte se si continua a commentare i provvedimenti del governo con il solito 'si poteva fare di più", il 'benaltrismo" è il qualunquismo di sinistra», avverte. E in serata, dalla sede del Pd dove è andato ad ascoltare la relazione di Veltroni, aggiunge: «Gli aggiustamenti e il risanamento si ma i miracoli non li so fare».
Nel loft dei Democratici, Prodi incassa la solidarietà di Veltroni. «Non ho condiviso l'intervento di Bertinotti su Repubblica, anzi alcuni passaggi li ho trovati sgradevoli» dice il leader dei Democratici al quale non è piaciuto il passaggio dedicato da Bertinotti al fallimento del governo. Veltroni invita dunque il partito a solidarizzare con il premier ma ha anche lui i suoi problemi. Rosy Bindi, ex competitrice dello stesso Veltroni alle primarie, sconfessa la linea del sindaco di Roma e le sue consultazioni sulle riforme, in particolare su quella elettorale. La Bindi chiede di «una consultazione più ampia, perchè non basta un esecutivo o una riunione di venti persone» per verificare se c'è convergenza su una proposta e ci vorrebbero delle primarie.
E' però con Rifondazione che la crisi sembra irreversibile. Panorama anticipa un articolo nel quale si racconta una telefonata molto tesa tra Prodi e Bertinotti, avvenuta mercoledi sera. «Caro Romano, visto che il tuo governo non riesce a fare le riforme elettorale e istituzionali è meglio andare a un nuovo governo, tecnico o istituzionale», avrebbe detto il presidente della Camera al premier. La telefonata è smentita sia da palazzo Chigi che da Montecitorio ma viene confermata dal settimanale.
«Ormai si è aperta una dialettica politica, il vincolo politico va ricostruito con la verifica a gennaio», dice Giordano, per il quale sarebbe il caso di anticipare la verifica vista la situazione di salari e prezzi. «C'è una delusione profonda rispetto all'azione del governo», aggiunge il ministro della Solidarità sociale, Paolo Ferrero. A sinistra solo Fabio Mussi non sembra convinto che Rifondazione voglia staccare la spina al governo: «Se parli di verificare vuol dire che scommetti che puoi mettere qualcosa di forte nel carniere dell'innovazione», dice il ministro della Ricerca che l'8 e il 9 lancerà la Sinistra arcobaleno.

Maria Berlinguer